Nuovo Pronto soccorso con “barriere”

11 Giugno 2017

Insorge l’associazione Carrozzine Determinate: il progetto di riqualificazione da 2 milioni non prevede soste per i disabili

PESCARA. Un ospedale non a misura di disabili, che investe 2 milioni di euro sulla ristrutturazione del Pronto soccorso ma poi finisce per cancellare i pochi posti auto riservati a chi ha difficoltà deambulatorie. All’indomani dell’approvazione in Consiglio comunale della variante al Prg, per l’avvio dei lavori di ampliamento del reparto dell’ospedale civile, previsti entro quattro mesi, il presidente dell’associazione Carrozzine determinate, Claudio Ferrante attacca il cortocircuito interno alla politica locale, giudicata colpevole di aver trascurato una questione fondamentale quale il diritto alla mobilità dei portatori di handicap.
L’intera struttura che si avvia a ospitare il dipartimento di emergenza, urgenza e accettazione (Dea) di secondo livello, in collegamento funzionale con la Cardiochirurgia dell’ospedale Santissima Annunziata di Chieti, oltre a essere disseminata di gradini e barriere architettoniche, che impediscono l’accesso delle carrozzine in piena autonomia, annovera soltanto otto aree di sosta riservate ai disabili. In pratica, il Pronto soccorso più grande d’Abruzzo non possiede lo spazio sufficiente per istituire i posti auto previsti per legge ai titolari dei contrassegni. E, ironia della sorte, non solo nessuno lo ha previsto nel progetto nuovo di zecca votato giovedì scorso in aula, ma i pochi spazi presenti sono stati persino cancellati. «Il vicesindaco di Pescara Antonio Blasioli parla di Pronto soccorso efficiente, umano e all’avanguardia», sbotta Claudio Ferrante, «ma un lavoro non può definirsi così nel momento in cui viene eseguita una ristrutturazione da circa 2 milioni di euro e non vengono considerate le eliminazioni delle barriere architettoniche. Nessuno si è preoccupato di spiegare come, dove e quando saranno istituiti i parcheggi per le persone con disabilità».
«Il record italiano negativo», aggiunge Ferrante, riprendendo una dichiarazione di Blasioli, «non è che l’ambulanza oggi deve fare retromarcia per uscire dal Pronto soccorso, ma piuttosto che non consente alle persone in carrozzina di entrare nel luogo deputato alle cure».
Come è stato più volte denunciato anche dal Centro, sul piazzale dell’ospedale ci sono gradini ovunque e non è nemmeno possibile entrare dall’ingresso visitatori, poiché lo scivolo d’ingresso supera di quattro volte il limite imposto dalla normativa.
La Asl di Pescara non solo non si è mai adeguata alle prescrizioni sull’abbattimento delle barriere architettoniche previste dalla legge 41 del 1986, ma non ha rispettato nemmeno il decreto ministeriale che impone l’istituzione di parcheggi per i disabili in grado di sopperire a un bacino di utenza di 250mila persone, che nei mesi estivi si alza a 400mila.
«Con il nuovo Pronto soccorso collocato nell’ingresso accettazione», rimarca Ferrante, «saranno eliminate anche le sei aree di sosta per i disabili che, grazie alle nostre battaglie nel 2015, avevamo fatto istituire portando il numero dei parcheggi a otto. Ora ci chiediamo: quanti saranno e dove si realizzeranno i parcheggi per disabili? Ricordiamo che non potranno sicuramente essere istituiti nell’attuale Pronto soccorso a causa delle barriere architettoniche, né potranno essere collocati nel parcheggio a piani dell’ospedale, causa l’eccessiva lontananza dall’ingresso e dei numerosi gradini esistenti lungo il tacciato. Vogliamo essere convocati al più presto dal vicesindaco Blasioli, dai vertici della Asl e dalle commissioni consiliari competenti. Chiediamo a tutti i gruppi politici e istituzionali di intervenire. Vorremmo tanto sbagliarci, ma crediamo che più di qualcuno abbia sottovalutato un problema gravissimo. Ricordiamo a tutti che parliamo di diritto alla salute e alla mobilità, di pari opportunità e di diritti umani».
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