Nuovo scontro tra Paolucci e Febbo

6 Marzo 2019

Il forzista: bilanci delle Asl in rosso e Lea negativi. L’ex assessore: non è così

PESCARA. «Il vero problema della sanità abruzzese è il grave deficit economico finanziario che sta emergendo dai bilanci delle quattro Asl». Ad affermarlo è il consigliere regionale di Forza Italia, Mauro Febbo che spiega: «Oggi scopriamo come i manager Asl sono obbligati a modificare i propri bilanci di esercizio per coprire le ulteriori perdite. Lo ha deciso il ministero. Infatti», continua Febbo, «le Asl, con delibere datate il 28 febbraio per Teramo, L’Aquila e Pescara mentre per Chieti datata oggi (ieri, ndr), riconoscono nel 2017 perdite di esercizio per oltre 36 milioni. Anche i dati Lea (Livelli essenziali di assistenza) sbandierati in campagna elettorale da Paolucci dimostrano come l'Abruzzo abbia una sanità che non cresce né migliora, ma peggiora drammaticamente. Infatti, la prima sperimentazione del ministero della Salute sul nuovo modello di verifica dell’erogazione dei Lea (che dovrebbe entrare a regime nel 2020), inserisce l’Abruzzo tra le regioni che non sono in grado di raggiungere la sufficienza».
Ma la replica di Silvio Paolucci non si fa attendere: «L'obiettivo di Febbo e del centrodestra è quello di commissariare le Asl regionali per occupare militarmente la gestione della sanità», dice afferma l'ex assessore regionale del Pd, «per perseguire questi due obiettivi si continua a fornire dati contabili che non esistono. Nel 2016 siamo usciti dal commissariamento e se fosse vero quanto sostiene Febbo, oggi saremmo sottoposti alle procedure previste in caso di debiti. Per quanto riguarda le scritture extracontabili, è bene precisare che si tratta di accantonamenti (che generano passività) relativi al periodo 2007-2013, ovvero quando Febbo e il centrodestra governavano la Regione. E per ciò che riguarda i Lea, a quale annualità fa riferimento il flusso informativo di cui parla Febbo? Sono convinto si tratti del 2016. Laddove si volesse valutare la sanità abruzzese con quel modello di calcolo bisognerebbe applicarlo a tutti gli anni fino al 2017. Emergerebbe un netto miglioramento come certificato dal Ministero della Salute». (c.s.)