Oddo fa il professore, la prof si veste da Caprari

Il tecnico e i calciatori del Pescara hanno incontrato 250 studenti dell’Acerbo Confronto sul rispetto anche in campo. E la preside indossa la maglia della punta
PESCARA. I giocatori del Pescara calcio hanno incontrato 250 studenti del Tito Acerbo (foto a fianco) per una lezione di educazione civica. La manifestazione "Un giorno per la nostra città" è stata organizzata, per il secondo anno consecutivo, dalla presidenza del consiglio comunale nell'ambito degli incontri promossi dalla Lega B e la Pescara calcio e si è svolta nell'aula magna dell'istituto diretto da Anna Teresa Rocchi. La lezione del mister Massimo Oddo si è tenuta in una sala affollata dagli studenti delle prime e seconde classi dei corsi amministrazione, formazione e marketing, turismo, ambiente e territorio, che hanno potuto scambiare autografi e battute con Gabriele Aldegani, Dario Zuparic, Joel Acosta e Francesco Zampano. La delegazione degli sportivi è stata accompagnata dal presidente del consiglio comunale Antonio Blasioli, che ha «scelto l'Acerbo in ricordo dell'economista Federico Caffè», e dall'assessore Laura Di Pietro che ha tenuto la sua conferenza sull'importanza di tutelare il verde pubblico.
«La lezione di oggi è l'educazione civica», ha sottolineato Blasioli, «una materia, introdotta dallo statista Aldo Moro, che si insegnava nelle scuole un tempo e che credo debba essere oggi rivisitata. E' importante riscoprire il civismo e il rispetto per i diversamente abili, con cui i calciatori del Pescara giocheranno un’amichevole il prossimo 2 aprile durante l'intervallo di una partita, e gli stranieri».
Oddo ha spiegato l'importanza di «parlare alle scolaresche di educazione e di rispettare l'ambiente che ci circonda. Dobbiamo essere maturi e responsabili e capire che dobbiamo essere noi a salvaguardare per primi la nostra città e a rispettare quelle persone che quotidianamente incontriamo».
Rispetto ed educazione, che però, non sempre si vedono sui campi di calcio e i ragazzi dell'Acerbo non si sono fatti sfuggire l'occasione di chiedere come sia possibile che ciò accada. Si sono sentiti rispondere che «l'agonismo in campo prevale su tutto». La preside Rocchi, con indosso la maglietta di Gianluca Caprari, regalo degli sportivi, ha posto l'accento sul valore educativo dei giovani a contatto con i loro idoli. «Nel suo discorso», ha proseguito la dirigente scolastica, «Oddo ha toccato un tema delicato, ossia l'importanza di fare sacrifici per raggiungere gli obiettivi nella vita, dare sempre il massimo e non limitarsi alla mediocrità. Lo studio, come la vita è sudore, fatica, determinazione. E' difficile per noi motivare i ragazzi allo studio, quindi questo concetto espresso dagli sportivi che i giovani adorano, assume una valenza più coinvolgente. Anche le sconfitte fanno parte del gioco e della vita, come è stato giustamente sottolineato dai calciatori».
Camillo, Carlotta, Sara, Chiara, Roberta, Fatna e Agnese, di Pescara, Montesilvano e Pianella, tra i 15 e i 17 anni, insieme ai prof Simona Proietto e Salvatore Rapino, dopo il dibattito, hanno riflettuto sul fatto che «i calciatori sono, in fondo, ragazzi come noi».
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