Oggi in concorso l’atteso “Pasolini”

4 Settembre 2014

Il film di Ferrara sull’ultimo giorno dell’intellettuale interpretato da un grande Dafoe

VENEZIA. Ecco i principali appuntamenti di oggi alla Mostra del Cinema di Venezia.

“Pasolini” di Abel Ferrara (Venezia 71 - Sala Grande ore 19.30). La notte del 2 novembre 1975 sul lido di Ostia, a Roma, viene ucciso Pier Paolo Pasolini. Ha 53 anni. È il simbolo di un'arte che combatte contro il potere. Abel Ferrara racconta l’ultima giornata dell’intellettuale comunista attraverso l’interpretazione di Willem Dafoe.

“Chuangru Zhe” (Red Amnesia) di Wang Xiaoshuai (Venezia 71 - Sala Grande alle 16.45) - Cina. Deng è una vedova in pensione dal carattere caparbio. Dedica le sue giornate a prendersi cura della madre anziana e dei due figli.

“Burying the Ex” di Joe Dante (Fuori concorso - Sala Grande alle 22) - Max (Anton Yelchin) è un bravo ragazzo che decide di andare a vivere con Evelyn (Ashley Greene), la sua bellissima ragazza. La loro relazione però diventa complicata quando Evelyn si rivela una maniaca del controllo.

“Io sto con la sposa” di Antonio Augugliaro, Gabriele Del Grande, Khaled Soliman Al Nassiry (Orizzonti - Fuori concorso - Sala Grande alle 14.30) - Un poeta palestinese siriano e un giornalista italiano incontrano a Milano cinque palestinesi e siriani sbarcati a Lampedusa in fuga dalla guerra, e decidono di aiutarli a proseguire il loro viaggio clandestino verso la Svezia. Per evitare di essere arrestati come contrabbandieri decidono di mettere in scena un finto matrimonio coinvolgendo un'amica palestinese travestita da sposa, e una decina di amici italiani e siriani travestiti da invitati. Così attraversano mezza Europa, un viaggio di quattro giorni e tremila chilometri.

“ I nostri ragazzi” di Ivano de Matteo (Giornate degli Autori - Sala Perla alle ore 16.45) Liberamente tratto da “La cena” di Herman Koch. Due fratelli opposti nel carattere come nelle scelte di vita, con mogli eternamente ostili s'incontrano una volta al mese in un ristorante di lusso per rispettare una tradizione. Fino a quando un fatto grave che riguarda i figli manda in frantumi il loro equilibrio.