Oggi l’addio al professore «Uomo buono e cordiale»

10 Febbraio 2016

San Giovanni Teatino, questa mattina nella chiesa patronale di San Rocco i funerali del chirurgo Magnacca stroncato da un infarto dopo una corsa

SAN GIOVANNI TEATINO. In tanti – colleghi, amici, pazienti – compiangono l’improvvisa scomparsa di Francesco Magnacca, direttore del reparto di Chirurgia vascolare dell’ospedale clinicizzato Santissima Annunziata di Chieti, morto lunedì, a 49 anni, stroncato da un arresto cardiaco subito dopo l’abituale corsa pomeridiana.

I funerali saranno celebrati stamane, alle 10, nella chiesa patronale di San Rocco, a Sambuceto. Originario di Castiglione Messer Marino, il professore è deceduto nella sua abitazione di via Roma, non lontano dal centro cittadino, dove viveva con la moglie Tiziana Liberatore, docente di scuola media a Chieti, e con le loro due figlie adolescenti, straziate dal dolore per l'improvvisa perdita. «Oltre che un brillante chirurgo, valido professionista sempre dedito al suo lavoro con impegno, Francesco era uno sportivo, gli piaceva andare a correre e si allenava anche in casa». A ricordarlo è il sindaco, Luciano Marinucci. «Quando lo incontravo, mi chiedeva sempre del parco che stiamo realizzando in via Quasimodo, al posto del vecchio campo sportivo. Voleva sapere quando sarebbero terminati i lavori. Diceva che non vedeva l’ora di andarci a correre. Rinnovo le mie più sentite condoglianze alla moglie e alle figlie». Francesco Magnacca aveva assunto la direzione temporanea del reparto di Chirurgia vascolare dal 2013, in attesa del nuovo concorso per l’assegnazione definitiva del posto, dopo che l’ex primario Francesco Spigonardo era andato in pensione.

Sui post di condoglianze che sono apparsi ieri su Facebook, a Sambuceto lo ricordano come un grande e impegnato professionista, appassionato del suo lavoro e grande sportiva, ma soprattutto in tanti dicono che era una persona umile e cordiale. «Ha operato mio padre, era un uomo molto gentile. E pensare che ha salvato tante vite, ma non ha potuto salvare se stesso», sono le parole della figlia di un paziente del professore. Magnacca era appena rientrato a casa dalla sua corsa pomeridiana all’aperto, per le strade di Sambuceto, il tempo di una breve pedalata con la cyclette, quando ha avvertito un malore. Ha chiesto un bicchiere d’acqua alla moglie e si è messo sul letto. In pochi istanti il suo cuore ha cessato di battere. Oggi l’addio in piazza San Rocco.

©RIPRODUZIONE RISERVATA