Oggi sciopero in tribunale Le udienze sono a rischio

PESCARA. Rischiano di saltare tutti i processi, gli interrogatori e ogni altra attività istruttoria in programma per oggi al tribunale di Pescara e non solo. È l’effetto dello sciopero di fonici,...
PESCARA. Rischiano di saltare tutti i processi, gli interrogatori e ogni altra attività istruttoria in programma per oggi al tribunale di Pescara e non solo. È l’effetto dello sciopero di fonici, trascrittori e data entry forensi, proclamato dal sindacato Cobas proprio per la giornata di oggi: lavoratori precari che adesso rischiano di essere tagliati fuori dopo aver profuso un grande impegno per la giustizia nonostante stipendi al di sotto delle aspettative.
I fonici ricoprono da decenni ruoli delicatissimi ed essenziali per il funzionamento del meccanismo giudiziario, e si occupano della puntuale ed accurata registrazione e trascrizione di tutti i processi e, se «pur formalmente contrattualizzati come indeterminati subordinati», scrivono i Cobas, «dipendono da appalti e consorzi che possono decidere di applicare altri contratti collettivi, tutti con una retribuzione nettamente più bassa di quella prevista per il personale interno». Stipendi che in media non superano i 600 euro al mese a fronte di responsabilità enormi e turni pesanti durante i processi: basti pensare al fatto che se si dovesse perdere o danneggiare un cd sul quale sono state registrati tutti gli interventi magari di un processo molto delicato, le conseguenze potrebbe essere davvero enormi per l’economia dello stesso processo.
«Dal 1° luglio», dicono ancora i Cobas, «la legge 150/22 prevede che gli esami di testimoni, periti, parti private, nonché ricognizioni e confronti, siano “documentati anche con mezzi di riproduzione audiovisiva” e le prospettive occupazionali, per la categoria, corrono il concreto pericolo di essere sostituite da personale interno alle maglie dell’amministrazione giustizia»: personale che dovrà essere formato per quel tipo di lavoro. Un passaggio che peraltro viene anche criticato dai cancellieri che non intendono assumersi l’onere di gestire questi nuovi compiti. «Questa nuova procedura di audio e videoripresa con trascrizione automatizzata», spiega il sindacato, «ha delle ripercussioni anche sulla qualità e sulla professionalità dei cancellieri, perché il cancelliere è una figura di garanzia, di presidio per le parti in causa, di neutralità nella redazione di un verbale, e non si può pretendere di distoglierli da questo importante compito, assegnando loro un’attività che non ha nulla a che vedere con la verbalizzazione». E quindi la categoria dei fonici si chiede e chiede al governo: «Non sarebbe logico e vantaggioso attuare interventi di riforma e strategie di assunzioni che mirino ad assorbire personale qualificato e competente? Ciò consentirebbe un abbattimento di costi in termini economici e di tempo».
La nota sindacale della categoria si chiude con un appello: «Chiediamo giustizia alla giustizia, anche e soprattutto a chi, quotidianamente, viene chiamato a giudicare, e/o assistere e difendere i diritti altrui». (m.cir.)

