Ogni anno danni per tre milioni

La Regione apre agli abbattimenti controllati. Polemiche per i risarcimenti
PESCARA. Per l’Abruzzo i cinghiali sono diventati un autentico flagello. E un pericolo. Incontrarli non è difficile, neanche in riva al mare. L’ultimo incontro ravvicinato nel Vastese, a Buonanotte, dove un agente di polizia in pensione si è ritrovato una ventina di cinghiali nell’orto che voleva annaffiare. L’incontro si è concluso con una razzia di cipolle da parte degli ungulati. Incontri più pericolosi sono quelli con gli automobilisti. Perché i cinghiali non di rado provocano incidenti, anche mortali. Come quello che il 19 agosto di due anni fa costò la vita a Cristian Carosi, un tabaccaio di 39 anni di Cagnano Amiterno.
Coldiretti Abruzzo stima che a livello regionale i danni da fauna selvatica all’interno delle aree protette e non protette (e di questi danni in larga parte sono responsabili i cinghiali) ammontino a tre milioni di euro l’anno, ma solo per il settore agrozootecnico. Circa la metà riguarda le aree fuori dai parchi, per un totale di 1.200 domande di risarcimento nel 2016. Ma le pratiche sono lente e dal 2015 i risarcimenti vengono equiparati in Abruzzo ad aiuti di Stato, per cui gli agricoltori danneggiati nell’arco di 3 anni non possono avere risarcimenti per più di 15mila euro. Nel frattempo la Regione è intervenuta per limitare il numero dei cinghiali consentendo la caccia anche fuori dai periodi canonici a squadre di cacciatori autorizzati.
«Gli interventi attuati, fino ad oggi e nel loro complesso, compresa la caccia in braccata», ha spiegato l’assessore all’Agricoltura Dino Pepe, «hanno consentito di abbattere circa diecimila cinghiali con una probabile evidente ricaduta positiva in termini di riduzione del danno e conseguente riduzione della spesa pubblica regionale». I dati definitivi saranno forniti nei prossimi mesi, allorquando gli Atc presenteranno il piano di assestamento faunistico per il cinghiale». La Regione ha approntato anche un bando per assegnare specifiche risorse destinate a finanziare le imprese agricole regionali che, unitamente alle associazioni di categoria e ad altri potenziali operatori di filiera interessati, presentano progetti finalizzati alla valorizzazione della selvaggina, in particolare dei cinghiali abbattuti o catturati. Questa misura prevede la trasformazione e l’avvio di produzioni anche nella grande distribuzione, consentendo agli agricoltori di aprire attività di trasformazione e vendita delle carni di cinghiale da avviare al mercato. Il bando da 400mila euro è su www.regione.abruzzo.it/agricoltura e sulla piattaforma https://app.regione.abruzzo.it/avvisipubblici/. Le domande vanno presentate entro le ore 14 del 30 settembre 2017.

