Olivieri: «Paolucci è distratto»
Il consigliere ricorda all’assessore le proposte «condivise ma ignorate»
PESCARA . Prosegue il botta e risposta a distanza tra l’assessore regionale alla sanità, Silvio Paolucci, e il consigliere regionale di Abruzzo civico, Mario Olivieri. «Leggo che l’assessore Paolucci, non ha capito cosa vuole esattamente modificare il sottoscritto in tema di sanità, e che le mie posizioni in merito sarebbero solo strumentali». Olivieri ricorda che 4 anni fa, nel corso di un convegno a Vasto, fu chiarito «quale fosse la linea politica in sanità del Movimento del quale faccio parte». E in quell’occasione fu posta l’attenzione su alcuni punti : «la riunificazione delle 4 ASL regionali in una unica, , la realizzazione del Dea di II° livello creando gli ospedali riuniti di Chieti Pescara, dotandolo di una unica gestione, valorizzando, nell’uno e nell’altro presidio, le specialità di vocazione e riducendo i doppioni e le sovrapposizioni di specialità ; la possibilità di costituire l’Azienda Ospedaliera Regionale, allo scopo di scorporare le strutture universitarie da quelle ospedaliere; la riorganizzazione della rete ospedaliera, tenendo conto della conformazione orografica del territorio abruzzese e destinando i piccoli ospedali a presidi per la sanità territoriale». E ancora: la piena attuazione della sanità territoriale, «che con la riduzione degli ospedali avrebbe dovuto supplire con i servizi alternativi; la realizzazione del nuovo Ospedale di Vasto, indispensabile per fare fronte ad una sanità periferica e di frontiera, quale è quella che i cittadini del comprensorio del vastese vivono quotidianamente. Queste», ricorda Olivieri, «erano le proposte che il sottoscritto aveva formulato all’assessore, che si era detto, in quell’occasione, d’accordo su quasi tutta la linea, e che mi parevano allora e tutt’ora mi paiono chiare, semplici e alla portata delle reali esigenze della sanità abruzzese, ma che sono state completamente ignorate. L’assessore Paolucci credo, dopo averglielo ricordato, avrà la bontà di ammettere che le mie richieste erano queste, e che sono sempre stato disponibile a collaborare con lui e con la Giunta Regionale. Oltretutto», conclude, «la stessa Corte dei conti gli ha contestato il mancato raggiungimento di alcuni obiettivi, tra i quali l’assistenza domiciliare e la qualità percepita della sanità regionale, che egli ha qualificato come giudizi tecnici che nulla hanno a che vedere sui giudizi politici circa la programmazione sanitaria». (c.s.)

