Oltre 700 posti auto presto a pagamento E scoppia la polemica

16 Marzo 2022

Il centrosinistra: «Si vuole fare cassa pure in zone periferiche» Sosta con ticket anche davanti alle Poste di via Passolanciano

PESCARA. Sono oltre 700 in città i posti auto che, nel giro di qualche giorno, non appena saranno completate le strisce blu e arriveranno i parcometri, da gratuiti diventeranno a pagamento. Duecentotrenta si trovano in via Cetteo Ciglia, dove sono state già raccolte da residenti e titolari di attività, su iniziativa della Cna, 700 firme; 123 in via Paolini, 102 in via Spiga, 60 nell’area dell’ex mercatino etnico, 30 in via Falcone e Borsellino, 20 in piazza Unione. E poi ci sono 140 stalli in piazza Mancini, proprio di fronte alle poste di via Passolanciano, dove ogni giorno a lasciare l’auto sono decine di persone, molte delle quali anziane. Per i consiglieri comunali del Pd, Lista Sclocco Sindaco e Città Aperta, «con questo provvedimento si andranno a colpire tutti i cittadini, a cominciare dai più deboli». Nel corso di una conferenza stampa, tenuta ieri in via Ciglia, hanno annunciato che presenteranno una moratoria per fare in modo che l’amministrazione comunale torni sui suoi passi.
«In un momento di grave crisi come questo», sottolinea il capogruppo del Pd, Piero Giampietro «si vanno a toccare le utenze deboli senza fra l’altro un ritorno in termini di sostenibilità. Molti degli oltre 700 nuovi posti a pagamento, come si può vedere, si trovano infatti non in zone centrali, ma periferiche, poco servite da mezzi pubblici e da ciclabili. Questo vuol dire che l’obiettivo è solo fare cassa. Il sospetto è che si cerchino soldi per coprire il buco creato dal cantiere di viale Marconi, diventato un pozzo senza fine, al 31 gennaio era arrivato a 170 mila euro». Anche per Marinella Sclocco, si sta facendo un grave danno alle periferie. «Il Comune», spiega, «ha deliberato i parcheggi a pagamento anche lì come in via Ciglia dove ci sono palazzi di edilizia convenzionata. Senza criterio, insomma, se non quello di fare cassa». Per Stefania Catalano del Pd, piuttosto si provveda a far funzionare in certe zone le telecamere che sono state già installate.
Ma gli esponenti di opposizione si sono anche soffermati sulla sosta a pagamento, la domenica e i festivi, nelle aree di risulta. «Questo porterà solo a desertificare il centro cittadino», fa presente Francesco Pagnanelli del Pd. «Si disincentiverà la gente, ad esempio, dai dintorni a venire in città. Tra l'altro non sono previsti gli abbonamenti per il parcheggio vicino alla Chiesa del Mare. Sarà solo a pagamento e chi vuole starci mezza giornata sborserà cifre altissime. «E non è finita qui», spiega Giovanni Di Iacovo di Pescara Città Aperta, «perché l’amministrazione ha anche deciso di far pagare la sosta nelle aree di risulta il venerdì e il sabato fino alle 2. E quindi proprio quando le persone hanno più voglia e tempo (e diritto) ad un po’ di socialità. Tutto questo è assurdo. Ovviamente ringraziano tutti i comuni limitrofi, verso i quali tante persone ormai si stanno dirigendo, sfiancati da questa continua guerra per spegnere la nostra Pescara».
Marco Presutti del Pd annuncia quindi una moratoria. «Non è questo il momento per prendere decisioni del genere», ribadisce. «Devo pensare che c’è una mancanza del senso della realtà se non si riesce a comprendere le difficoltà in cui si trovano i cittadini, alle prese con i rincari energetici».