Oltre ventimila visitatori: così incanta l’eremo di Santo Spirito

11 Marzo 2023

Il monumento celestiniano di Roccamorice ha ottenuto il riconoscimento “Bellezza e sviluppo” Il sindaco D’Ascanio: assegnato per le buone pratiche, solo 5 anni fa avevamo appena 3mila presenze

ROCCAMORICE. Oltre 20mila visitatori all’eremo celestiniano di Santo Spirito, a Roccamorice. Il suggestivo angolo d’Abruzzo, che ha catturato l’attenzione del regista Paolo Sorrentino che in quelle location mozzafiato a 1.132 metri di quota ha girato un film, ha ottenuto un prestigioso riconoscimento, nel corso del convegno “Bellezza e sviluppo. Riconoscimento. Terre e volti di bellezza”, organizzato dall’Ufficio nazionale per la Pastorale del tempo libero, turismo e sport, della Conferenza episcopale italiana.
Lo annunciano il sindaco di Roccamorice, Alessandro D’Ascanio, e il responsabile della cooperativa Ripa Rossa, Daniele Palumbo, che col parroco don Gianmarco Medoro, hanno ritirato il premio a Vicenza, nei giorni scorsi.
«Negli ultimi cinque anni il numero dei visitatori è cresciuto da 3mila a 20mila», rivela Palumbo, «è stato assegnato per le buone pratiche messe in atto negli anni a Santo Spirito a Maiella in materia di turismo religioso, sulla base di una valutazione comparativa che ha messo a confronto esperienze similari animate in tutta la Penisola e sancendo un valore di modello al luogo abruzzese».
«Il progetto di Santo Spirito a Maiella», prosegue, «è stato premiato per la sua capacità di coniugare restauro architettonico, gestione efficiente del sito e valorizzazione culturale poliedrica; per la creazione di una realtà d’impresa nata sul territorio e capace di reggersi con i proventi dei flussi di presenza turistica; per il modello di musealizzazione coerente; per la coniugazione degli aspetti religiosi, artistici, ambientali e paesaggistici; per le partnership sviluppate con il Comune di Roccamorice, proprietario del bene, con l’arcidiocesi di Chieti-Vasto e il Parco Nazionale della Maiella».
Sottolinea il sindaco D’Ascanio: «Si tratta di un riconoscimento di rilievo, che motiva maggiormente i ragazzi del soggetto gestore a perseverare nelle iniziative di valorizzazione e accoglienza. Dalla scorsa stagione abbiamo dato avvio alle attività di ospitalità negli spazi della Casa del Principe con l’idea di offrire un tipo di soggiorno che richiami tempi, modi e atmosfere della vita monastica, oltre alla conferma dell’ampio spettro di attività culturali e di visite guidate che caratterizzano il nostro luogo d’arte». Quindi l’appello: «Mi auguro che la Regione sia in grado di valorizzare le proprie eccellenze con un più adeguato sostegno di carattere finanziario, senza disperdere risorse a pioggia».
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