Omicron 2 più contagiosa Ma per ora ci risparmia

La mutazione della variante: il ministero della Salute dà il via alla caccia urgente La risposta dei laboratori abruzzesi già c’è: nessun caso tra i nostri campioni
PESCARA. La nuova variante Omicron 2 fa scoppiare un nuovo allarme nazionale, perché più contagiosa della Omicron 1 che pure ha spinto i contagi su numeri mai visti prima. Ma in Abruzzo non ci sono ancora casi della nuova mutazione: questo hanno riferito ieri i laboratori che sequenziano i campioni abruzzesi – l’Istituto Zooprofilattico di Teramo e il laboratorio di genetica dell’Università di Chieti – al ministero della Salute che ha richiesto un report sulla situazione.
COSA SAPPIAMO
DELLA OMICRON 2
Essendo una sottovariante di Omicron, la BA.2 – questo il nome ufficiale della Omicron 2 – contiene più mutazioni di quella originaria. Secondo i dati raccolti finora nei Paesi in cui si è maggiormente diffusa, come Gran Bretagna e Danimarca, la variante BA.2 sarebbe ancora più contagiosa della Omicron classica, ma non più aggressiva. I vaccini attualmente in uso forniscono protezione contro le forme gravi della malattia. D’altronde le due varianti “gemelle” differiscono soltanto per due mutazioni e questo fa propendere il mondo scientifico per un cauto ottimismo circa l’impatto della sottovariante sui sistemi sanitari.
La segnalazione dei primi casi di Omicron 2 in Europa risalgono a cavallo tra la fine del 2021 e l’inizio del 2022 nei paesi scandinavi, in particolare in Danimarca, per poi diffondersi in Germania e Inghilterra. In Italia è stata sequenziata per la prima volta in Liguria. Un’indagine rapida condotta dall’Istituto superiore di sanità e dal ministero della Salute, insieme ai laboratori regionali e alla Fondazione Bruno Kessler, ha quindi evidenziato che la sottovariante di Omicron Ba.2 è presente in nove regioni italiane ed è pari all’1% delle sequenze classificate come Omicron. Oltre che in Liguria, è stata infatti segnalata in Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Piemonte, Sicilia e Toscana.
LA CACCIA E GLI SCENARI
IN ABRUZZO
«Non sembra avere particolari caratteristiche che la differenziano da Omicron 1, continuiamo a sequenziare i campioni, anche per altre regioni, e nel fine settimana avremo nuovi risultati. Al momento di variante Delta ne troviamo davvero pochissima», dice il direttore dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo Nicola D’Alterio, frenando gli allarmismi.
«Potrebbe ritardare il calo dei contagi che si comincia a vedere negli ultimi giorni, ma non credo possa essere in grado di rialzare il numero dei casi», spiega il direttore del laboratorio di Genetica molecolare dell’Università D’Annunzio Liborio Stuppia, «Omicron 1 è arrivata durante una tempesta perfetta, con il freddo e le scuole ancora aperte, portandoci a numeri impressionanti e contagiando una grandissima parte della popolazione. Ora si sta fermando perché sono pochi quelli rimasti da contagiare. Omicron 2, invece, non troverà lo stesso terreno fertile, soprattutto se si manterrà il bel tempo degli ultimi giorni, che è un alleato molto importante per frenare la diffusione del virus».
Continua Stuppia: «Per quanto riguarda i ricoveri e i decessi, invece, ci aspettiamo una discesa importante fra qualche giorno. Mentre Delta è praticamente scomparsa tra i contagi soppiantata dalla Omicron, è invece ancora prevalente tra i pazienti gravi ricoverati in pneumologia o terapia intensiva che si sono infettati settimane fa. Di conseguenza, ora che Delta non contagia più nuove persone perché non è più sul territorio, ci aspettiamo una riduzione dei casi gravi».
Poi ancora sul tracciamento: «Il ministero ha cambiato approccio, ora vuole un sequenziamento non solo generalizzato e quindi con campioni scelti a caso tra i positivi, ma anche su fasce specifiche della popolazione, come i pazienti gravi ricoverati in terapia intensiva o i contagiati che provengono da aree geografiche a rischio. Ecco, forse si può cominciare a parlare di non tracciare più gli asintomatici. Dobbiamo ricordarci che, eseguendo tamponi molecolari a tutti durante le festività, abbiamo intasato il sistema del tracciamento, che solo ora si sta riprendendo».(l.t.)

