Omicron 2, scoperti trenta casi Subito l’effetto: salgono i contagi

12 Marzo 2022

La nuova variante isolata dagli esperti della D’Annunzio è considerata più infettiva della precedente Ma il genetista Stuppia rassicura chi ha già fatto la terza dose di vaccino: «Non deve preoccuparsi»

PESCARA. Primi casi della sottovariante Omicron 2 in Abruzzo.
Sono almeno una trentina e sono stati individuati nel giro di un paio di giorni, a dimostrazione, come emerso dagli accertamenti eseguiti a livello nazionale e internazionale, di quanto sia più trasmissibile rispetto alla già contagiosissima variante Omicron. Potrebbe esserci proprio la sottovariante, d'altronde, all'origine dell'incremento dei contagi che si registra in Abruzzo. Ci sono, infatti, i primi segnali di inversione nell'andamento della curva: il totale settimanale dei nuovi casi, in costante calo da oltre un mese e mezzo, è ora risalita al +11 per cento.
MOLTO CONTAGIOSA. La sotto variante Omicron 2 è stata individuata dagli esperti del laboratorio di Genetica molecolare - Test Covid-19 dell'Università d'Annunzio di Chieti. «Siamo ad una trentina di casi nel giro di pochi giorni», afferma il direttore del laboratorio, Liborio Stuppia.
«La crescita dei numeri cui stiamo assistendo in questi giorni potrebbe dipendere proprio dalla sotto variante.
È estremamente infettiva e lo capiamo dalla velocità con cui si sta affermando. Fortunatamente, poco cambia a livello di sintomatologia: si comporta in modo analogo alla Omicron e chi ha tre dosi di vaccino non deve preoccuparsi».
Difficile, al momento, dire se la crescita registrata negli ultimi giorni rappresenti l'inizio di una nuova ondata o sia, come appare più probabile, una fluttuazione della curva.
«I numeri», riprende l'esperto, «sono ancora altissimi e l'attenzione deve restare alta. Di positivo c'è che i ricoveri sono bassi ed è questo, attualmente, l'unico indicatore che dobbiamo tenere sotto controllo».
TREND IN CRESCITA. Il tasso di occupazione dei posti letto, infatti, resta invariato: 7% per le terapie intensive e 18% per l'area non critica. Continua a salire, invece, l'incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti, che torna a superare quota 600 dopo dieci giorni e arriva a 615.
In crescita anche il totale dei nuovi casi su base settimanale, che è pari a 7.882 unità: la variazione, rispetto ai sette giorni precedenti, è del +11,23%. Il dato torna a salire dopo oltre un mese e mezzo in rapida riduzione. I nuovi casi emersi nelle ultime 24 ore sono 1.378. Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra tamponi molecolari (4.567) e tamponi antigenici (8.351), è pari al 10,67%. Le località con più nuovi casi sono Pescara (133), L'Aquila (99) e Montesilvano (51), mentre a livello provinciale l'incremento più consistente si registra nel Chietino (375), seguito dall'Aquilano (340), dal Teramano (306) e dal Pescarese (300). Gli attualmente positivi sono 28.900 (+650): 245 pazienti (-9) sono ricoverati in ospedale in area medica e 13 (+1) sono in terapia intensiva. I guariti sono 243.948 (+717).
Si registrano quattro decessi recenti: due risalgono ai giorni scorsi ma sono stati comunicati solo ieri dalle Asl, mentre gli altri due riguardano un 88enne di Rocca di Botte e una 89enne di Furci. Il bilancio delle vittime sale a 3.019.
IL MONITORAGGIO. Quello settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute, relativo al periodo 28 febbraio - 6 marzo e diffuso ieri, conferma comunque la situazione favorevole dell'Abruzzo, la cui classificazione complessiva di rischio è ora giudicata "bassa". In diminuzione casi e focolai e scende anche l'indice Rt, pur restando superiore a 1 e tra i più alti d'Italia. Risolte, inoltre, le cosiddette "allerte di resilienza", cioè le difficoltà che fino alla scorsa settimana l'Abruzzo ha mostrato nella gestione dell'emergenza e nella raccolta e trasmissione dei dati.