Omicron, primi 400 test negativi

D’Alterio (Izs): «Trovate invece 4 Delta plus». D’Amario: «L’Abruzzo è pronto»
PESCARA. Variante Omicron, primi 400 test negativi. A rassicurare l’Abruzzo è l’Izs di Teramo che sta analizzando i tamponi, anche di altre regioni, che risalgono a quattro giorni fa. Questa prima indagine ha permesso di scoprire quattro casi di Delta plus in Abruzzo: «Un dato che comunque non deve allarmare», ci tiene a sottolineare Nicola D’Alterio, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico.
«Siamo in stato di allerta preventiva per la nuova variante sudafricana Omicron, ma al momento non ci sono evidenze sulla sua maggiore pericolosità»: così il direttore del Dipartimento della Sanità della Regione, Claudio D’Amario, che spiega: «Venerdì ci siamo riuniti con il ministero della Salute e abbiamo deciso di alzare la guardia. La variante può infatti arrivare e diffondersi nel nostro territorio, anche se sono stati bloccati i voli con i paesi africani in cui si è già diffusa. Dobbiamo aumentare il tracciamento dei casi e il sequenziamento dei campioni, sia per monitorare la situazione, sia per studiare la variante stessa e i suoi effetti. Il sistema abruzzese è pronto», dice, riferendosi soprattutto ai laboratori dell’Izs e a quelli dell’Università D’Annunzio. E poi c’è il primo caso italiano della variante Omicron, quello di una manager campano, che è solo pauci-sintomatico e questa «è una prima dimostrazione che il vaccino comunque copre dalle conseguenze gravi del virus anche nel caso della variante sudafricana. In ogni caso», continua D’Amario, «con le varianti questo virus fa saltare tutte le teorie sull’immunità di gregge: non basta raggiungere una certa percentuale di vaccinati nella popolazione, come accade con altre malattie, ma è necessario puntare a vaccinare tutti».
Poi sulle possibili misure per limitarne la diffusione:: «Se la Omicron dovesse dimostrarsi davvero molto più pericolosa della Delta, cosa di cui al momento non ci sono evidenze, la prima misura da prendere sarà quella di limitare gli addensamenti delle persone e l’obbligo di mascherina anche all’aperto». (l.t.)

