«Oncologia, deroga al blocco»

14 Maggio 2015

La Regione apre al nuovo primario, Paolucci: valuteremo se è in linea con la razionalizzazione

PESCARA. Esiste un documento firmato dal presidente Pd della Regione Abruzzo e commissario alla Sanità, Luciano D’Alfonso, che blocca la nomina dei primari. Compresa quella di Carlo Garufi, oncologo di 57 anni che ha vinto il concorso per il reparto di Oncologia dell’ospedale di Pescara ma che non è stato mai nominato. Lo ha detto due giorni fa il direttore generale Asl Claudio D’Amario dopo la denuncia dell’ex primario di Oncologia Marco Lombardo che ha parlato di «reparto senza guida». Da quando Lombardo è andato in pensione, nel 2013, Oncologia è rimasta senza primario. E lo ha ripetuto ieri anche l’assessore regionale Pd alla Sanità Silvio Paolucci. È la nota 58454 del 5 marzo scorso che «invita» D’Amario «a non procedere alla copertura dei posti vacanti». Uno stop deciso da D’Alfonso che D’Amario ha spiegato così: «Non conosco le motivazioni ma, probabilmente, si tratta di un periodo di stand-by per programmare la razionalizzazione delle cure in un’ottica di area metropolitana».

Anche per Paolucci non è la politica a essersi messa di traverso ma c’è la necessità di «programmare» la sanità. Per Paolucci, il blocco delle nomine è scattato «nell’intento di evitare che posizioni organizzative già definite potessero condizionare il percorso programmatorio della sanità regionale in itinere». Ma l’assessore spiega che «sono già state fatte delle deroghe, motivatamente, come è accaduto per l’espletamento delle procedure concorsuali per la Chirurgia di Pescara e di Penne». Una circostanza rivelata anche da D’Amario. Ma Paolucci polemizza con D’Amario ignorando però la denuncia di Lombardo: «Appare francamente incomprensibile», dice, «il motivo per cui il direttore della Asl si rivolge alla stampa per lamentare il blocco della assunzione a Oncologia». Paolucci prosegue: «Il governo regionale ha piena consapevolezza delle problematiche afferenti l’area oncologica e valuta del tutto argomentate e motivate le eventuali soluzioni, ma sarebbe stato sufficiente che lo stesso direttore rappresentasse agli stessi organi regionali la necessità di deroghe alla nota commissariale del 5 marzo, per poi avere, se riscontrabili, le autorizzazioni necessarie a proseguire l’iter per la definizione della procedura concorsuale» di Oncologia». Paolucci dice che il provvedimento di D’Alfonso «non si pone l’obiettivo di ritardare l’organizzazione funzionale delle attività sanitarie fondamentali, quanto piuttosto di evitare che, nelle more di definizione di un nuovo assetto della sanità regionale, nomine non giustificate da specifiche esigenze possano determinare una situazione che impedisca qualunque razionalizzazione delle strutture esistenti bisognevoli, invece, di un profondo ripensamento». ©RIPRODUZIONE RISERVATA