Onde di fango alla foce del Saline

Invasa dai detriti la spiaggia dei Grandi alberghi, Milillo: attenti alla salmonella
MONTESILVANO. Onde di fango e detriti sul tratto di spiaggia dove a breve dovrebbe sorgere il porto turistico di Città Sant’Angelo. A causa delle mareggiate, la costa appare martoriata. Rifiuti, tronchi e arbusti, invadono da giorni ormai la foce del fiume Saline e la spiaggia dei Grandi Alberghi. A peggiorare la situazione anche la presenza di fango nelle acque che dal fiume confluiscono nel mare. E non è raro, inoltre, assistere alla presenza di molti residenti che approfittano della presenza dei detriti per fare scorte di legna da ardere.
A lanciare un grido d’allarme è il tecnico ambientale e presidente dell’associazione di cultura ambientale Nuovo Saline, Gianluca Milillo, che mette in guardia sui rischi di tali atteggiamenti che, apparentemente innocui, possono nascondere insidie. «Ho effettuato ricognizioni», sottolinea, «I sedimenti, perlopiù lignei e inerti provengono dal Saline e, per effetto delle mareggiate, sono stati depositati lungo la costa. Il problema grave è che, constatata e conclamata la presenza di salmonella nei fanghi e nelle acque del fiume, è lecito supporre una contaminazione di questi detriti». Nelle scorse settimane, infatti, alcuni analisi dell’Arta hanno evidenziato la presenza del batterio a poche centinaia di metri dalla foce e dalla zona turistica di Montesilvano, rendendo necessaria l’emanazione di un’ordinanza di divieto di pesca e di uso dell’acqua fluviale anche per scopo irriguo. Nonostante il provvedimento, tuttavia, molti pescatori hanno continuato a pescare anche a causa dell’assenza di segnali di divieto. «A scopo cautelativo e in attesa di appropriate indagini chimico batteriologiche», sottolinea Milillo, «le spiagge andrebbero chiuse». (a.l.)
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