Operaia della Brioni vive in macchina

14 Marzo 2016

Penne, lo sfogo della donna, dipendente dell’azienda che paventa 400 esuberi «Lavoro part-time da vent’anni, se ci mandano in mobilità sarà una tragedia»

PENNE. «Da una settimana vivo in macchina. Non ho soldi per pagare l'affitto». Inizia così il triste racconto di una lavoratrice della Brioni. «Mio marito è disoccupato da cinque anni, si arrangia lavorando qua e là. Io lavoro part-time e guadagno 500 euro. Se dovessi perdere il lavoro finiremo veramente in mezzo a una strada», racconta la signora che ha chiesto di rimanere nell'anonimato per tutelare la sua dignità e quella dei suoi cari.

La scorsa notte ha avuto la febbre a 39 e fortunatamente ha ricevuto l'ospitalità di un’amica che le ha evitato l’ennesima nottataccia in macchina. Non chiede la luna, ma solo di poter vivere una vita normale. Ma la crisi occupazionale Brioni non fa che aumentare le preoccupazioni della signora e ingigantire una situazione già molto difficile.

«Ho un solo rene e per curarmi faccio fatica con quel poco che guadagno. Fortunatamente la Caritas di Penne e don Giorgio Moriconi, il parroco di San Domenico, mi aiutano costantemente per quel che possono. Ho chiesto una casa popolare in Comune, mi hanno detto che è stata avviata la relazione sulla situazione ma per il momento non ho ancora ricevuto nessuna assegnazione. Sono disperata, spero veramente di non perdere il lavoro in Brioni. Lavoro da vent'anni in fabbrica», continua, «e per me sarebbe una tragedia se dovessero avviare le procedure di mobilità». La scorsa settimana ha partecipato anche alla manifestazione di protesta contro i possibili 400 esuberi paventati dalla proprietà di Brioni. «Mercoledì scorso ero a Pescara e mercoledì prossimo sarò a Roma per manifestare, ma ho paura di perdere il lavoro», ripete la lavoratrice.

La vertenza Brioni, che tiene in apprensione l'intero territorio vestino, assumerà una rilevanza nazionale con l’incontro al Mise tra le parti in causa: sindacati dei lavoratori, governo e proprietà Brioni. La ministra Boschi ha assicurato l'impegno del Governo per il rilancio produttivo e la tutela occupazionale della Brioni. In ballo c'è il principale indotto economico dell’hinterland vestino. Qualora dovessero essere confermati i 400 esuberi, un terzo dei dipendenti dei tre stabilimenti di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova, il territorio perderebbe circa 500 mila euro al mese. La speranza è che tutte le parti in causa facciano la loro parte per il bene di tutti, soprattutto di quelle persone che non hanno nemmeno una casa per dormire.

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