Operaio pennese folgorato, 7 indagati

28 Luglio 2015

Chiusi gli accertamenti sulla morte del dipendente di una ditta esterna su un traliccio Enel nella vallata del Vomano

TERAMO. Roberto Damiani, quarant’anni, operaio di Penne, morì nel settembre del 2014, folgorato da una scarica da ventimila volt mentre stava lavorando su un traliccio dell'Enel lungo la vallata del Vomano. Una morte per la quale adesso, a distanza di quasi un anno, la Procura della Repubblica di Teramo ha iscritto sette persone nel registro degli indagati: cinque sono dipendenti dell'Enel distribuzione (non solo tecnici, ma anche figure di responsabilità) e due della ditta per la quale lavorava la vittima, tutti accusati di omicidio colposo.

Per la magistratura teramana, infatti, a causare quella morte sarebbe stata tutta una serie di leggerezze e inadempienze che avrebbero portato chi doveva occuparsi della corretta esecuzione dei lavori ad effettuare i controlli propedeutici, compresa la sospensione della corrente, su un traliccio sbagliato: non quello di Pianura Vomano, dove dovevano essere effettivamente sostituiti i pali e dove Damiani è rimasto folgorato, ma quello di Guardia Vomano.

I due tralicci, infatti, si trovano ad appena quaranta metri di distanza l'uno dall'altro e secondo gli accertamenti effettuati dalla Procura, per la confusione tra le due strutture e a cascata per tutta una serie di errori, le azioni propedeutiche sarebbero state effettuate sul traliccio sbagliato.

Così quando Damiani ha cominciato a lavorare sul traliccio di Pianura Vomano è rimasto folgorato. In realtà lo stesso Damiani, secondo le procedure di sicurezza, prima di iniziare le manovre si sarebbe dovuto accertare dell'assenza di corrente utilizzando il cosiddetto “fioretto”. Operazione che però non sarebbe stata effettuata o comunque sarebbe stata effettuata male.

In ogni caso, pur ammettendo che ci sia stato un errore della vittima, secondo gli inquirenti si sarebbe trattato di una morte che poteva essere evitata, e per la quale adesso il pubblico ministero Stefano Giovagnoni ha chiuso le indagini iscrivendo nel fascicolo i nomi di cinque dipendenti dell’Enel, tra tecnici e figure di responsabilità del servizio, più altri due indagati della ditta per la quale lavorarava il dipendente pennese rimasto folgorato.©RIPRODUZIONE RISERVATA