Operatori socio sanitari: protesta per il contratto

26 Ottobre 2020

PESCARA. Basta appalti dal futuro incerto. Chiedono l'assunzione nelle aziende sanitarie, l'equiparazione degli stessi stipendi dei colleghi stabilizzati con cui lavorano fianco a fianco ogni giorno,...

PESCARA. Basta appalti dal futuro incerto. Chiedono l'assunzione nelle aziende sanitarie, l'equiparazione degli stessi stipendi dei colleghi stabilizzati con cui lavorano fianco a fianco ogni giorno, il riconoscimento dell'anzianità di servizio, la riorganizzazione delle ore di lavoro che talvolta superano in una sola giornata quelle di una settimana. Per tutte queste ragioni una cinquantina di Oss, operatori socio sanitari e personale ausiliario in servizio negli ospedali di Pescara, Chieti, L'Aquila e Teramo, protesteranno stamani alle 10 davanti al palazzo della Regione in via Conte di Ruvo, a Pescara.
La manifestazione è indetta dall'Usb, Unione sindacale di base, coordinata a livello regionale da Daniele Moretti, 27 anni, lancianese, responsabile della comunicazione del sindacato che scende in piazza in rappresentanza di un centinaio di altri iscritti. L'obiettivo è chiedere un tavolo tecnico con l'assessore regionale alla Salute Nicoletta Verì che ha già promesso di ascoltare le loro istanze. «Da anni ci stiamo battendo al fianco di questi dipendenti di cooperative e agenzie private con contratti in scadenza», spiega Moretti, «che si occupano delle pulizie, dei trasporti di pazienti e materiali sanitari da un reparto all'altro, che lavorano nelle mense, nei Cup (centro unico di prenotazione) senza garanzie contrattuali. Organici di aziende esternalizzate che svolgono compiti fondamentali all'interno degli ospedali, ma che non hanno le stesse tutele di chi è assunto direttamente dalle Asl. Ora diciamo basta agli appalti».
Ad esempio, «gli operatori sanitari hanno stipendi più bassi dei 1400 euro netti previsti per i colleghi stabilizzati», segnala il coordinatore Usb, «gli addetti alle pulizie hanno contratti da 12, 18 e 24 ore, ma nell'arco di una giornata segnano molte ore in più di quelle regolamentari. Il part time, gli orari spezzati, i turni vengono comunicati al personale dalle aziende con meccanismi farraginosi e con notevoli ritardi. Abbiamo già inoltrato un esposto alle procure di Lanciano e Chieti per chiedere la garanzia della sicurezza, attraverso le adeguate forniture di guanti, mascherine, visiere, tute, attrezzi di lavoro, soprattutto durante questa pandemia. E ora torniamo a chiedere, dopo mesi di attese, un tavolo tecnico con l'assessore Verì che pure ha promesso il suo impegno per arrivare alla risoluzione dei problemi di queste persone «invisibili» ma che svolgono servizi importanti all'interno delle strutture ospedaliere».
Al rappresentante istituzionale sarà richiesto, inoltre, «un monitoraggio per capire quanti sono gli organici reali da stabilizzare a livello regionale», esorta l'esponente sindacale, «lo sblocco delle chiamate per l'assunzione degli operatori socio sanitari sulla base dell’avviso pubblico che riguarda l'emergenza Covid e delle procedure concorsuali per la stabilizzazione del personale, il riconoscimento dell'anzianità di servizio per coloro che hanno lavorato nelle strutture pubbliche».
«Tutte questioni», conclude Moretti, «ferme da mesi». (c.co.)
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