«Ora abbiamo cimiteri decorosi»

Pianella. L’assessore D’Amico ribatte alla minoranza Pd: accuse sconclusionate
PIANELLA. Cambiano volto i cimiteri di Pianella, dopo un anno e mezzo di gestione privata. «Finalmente abbiamo cimiteri decorosi. Le lampade votive erano spente negli anni bui di Pianella». Così l’assessore Luisa D’Amico, in replica al consigliere di minoranza e segretario locale del Pd, Gianni Filippone, critico per l’avviso di pagamento mandato a circa 1.500 cittadini per la riscossione del canone delle lampade votive, anche per gli anni in cui le luci sulle tombe erano spente per i guasti alla rete elettrica.
«È una situazione singolare» dice la D’Amico «Filippone, protagonista con D’Ambrosio del periodo peggiore della politica pianellese, assessore proprio quando furono incassate dai cittadini le somme per completare i loculi, invece di ritirarsi in doveroso silenzio si avventura in sconclusionate dissertazioni. Questa giunta, in poco tempo, ha trasformato i luoghi dei defunti in siti efficienti e decorosi».
Nel 2013, quando la giunta Marinelli si insediò, c’era il problema delle luci, per le quali non erano stata fatta la riscossione del canone da quando cessò l’affidamento alla società Gie. Si registravano diffusi malfunzionamenti dell’impianto e gravi lacune dei dati in possesso del Comune.
«La situazione è stata affrontata con un censimento che ha fornito un quadro dettagliato» spiega la D’Amico. «Contrariamente a quanto affermato da Filippone, dopo aver escluso dalla doverosa richiesta di rimborso per i canoni arretrati tutti gli utenti che avevano comunicato agli uffici tempestivamente il difetto di funzionamento, sono state inviate le richieste di pagamento solo alle utenze che, dal rilievo del 2015, risultavano attive, non comprese tra quelle censite come non funzionanti. Dopo tale richiesta, molti hanno provveduto a pagare, anche con rateizzazioni; per altri, sono giunte autocertificazioni in ordine a presunti pregressi malfunzionamenti. Dichiarazioni che contrastano con il censimento 2015, ma ora non si può affermare con certezza se dal 2011 alla data del censimento, vista l’incuria che regnava nei cimiteri, il servizio lampade sia stato fornito con continuità».
Motivo per cui il Comune ha optato per una transazione, proponendo ai debitori di chiudere il caso pagando parte del dovuto. Per chi non aderirà, l’ente procederà all’integrale recupero coattivo delle somme. (g.d.l.)
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