Ora gli aiuti vanno certificati

Parte l’autodichiarazione da presentare all’Agenzia delle Entrate
Aiuti Covid, arriva l’autodichiarazione. Un nuovo adempimento per chi ha ricevuto indennizzi o sostegni in forma di esenzioni fiscali, crediti d'imposta e contributi diretti, durante la pandemia. Sarà necessario inoltrare all’Agenzia delle entrate un modello con la autodichiarazione di quanto percepito e in caso di sforamento dei massimali di aiuto fissati dalla commissione Ue, dovrà essere previsto, dall’Agenzia, un percorso di restituzione delle quote percepite in eccesso. Nella restituzione dovranno essere conteggiati anche gli interessi maturati.
Nella dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà si deve specificare che l'importo complessivo degli aiuti fruiti non supera i massimali previsti, tenuto conto delle relazioni di controllo tra imprese rilevanti ai fini della definizione di “impresa unica” utilizzata in materia di aiuti di Stato. I massimali sono: 800mila euro per impresa unica per gli aiuti ricevuti dal 19 marzo 2020 al 27 gennaio 2021; 3 milioni di euro per impresa unica, per gli aiuti dal 13 ottobre 2020 al 27 gennaio 2021; 10 milioni di euro per impresa unica, per gli aiuti dal 28 gennaio 2021 al 31 dicembre 2021. Il beneficiario dovrà indicare che nel periodo di riferimento individuato come rilevante per la spettanza della singola misura (periodo compreso tra il 1° marzo 2020 e il 31 dicembre 2021, ovvero un periodo ammissibile di almeno un mese comunque compreso tra il 1° marzo 2020 e il 31 dicembre 2021), l’ammontare complessivo del fatturato e dei corrispettivi registrati è inferiore di almeno il 30% rispetto al corrispondente periodo del 2019 e che l’importo dell’aiuto richiesto non supera il 70% (90% per le micro e piccole imprese) dei costi fissi non coperti sostenuti nel predetto periodo di riferimento.

