«Ora vanno costruiti ospedali a norma»

Gianfelice (Anaao): meglio realizzare nuove strutture piuttosto che fare interventi parziali e inutili
PESCARA. «Nell'ospedale di Chieti, è ormai noto da alcuni anni, ci sono dei grossi problemi di staticità della struttura di recente costruzione. Stesso adeguamento sismico alle norme più recenti sarebbe necessario anche per l'ospedale di Teramo, così come, dopo un restyling che non sembra perfettamente riuscito, nello stesso ospedale dell'Aquila, che ha superato parzialmente il terremoto del 2009, ma che in effetti non risponde al 100% a quei criteri di sicurezza che oggi sono ritenuti necessari». A lanciare l’allarme, soprattutto dopo lo sciame sismico di questi giorni, è il segretario regionale dell'Anaao-Assomed Abruzzo, Filippo Gianfelice. L’occasione per una ricostruzione di alcuni presidî, dovrebbe essere favorevolmente colta, secondo Gianfelice, dal fatto che è lo stesso decreto ministeriale Lorenzin a imporre la riorganizzazione del sistema ospedaliero, classificando gli ospedali, in base alle attività, in primo e secondo livello. «Sugli edifici realizzati intorno agli anni ‘70», insiste Gianfelice, «o addirittura prima, come molti ospedali della nostra regione, esiste la necessità di un adeguamento sismico alle norme più recenti, che permettano effettivamente di dare sicurezza agli edifici, cosa resa ancora più impellente dai fenomeni sismici degli ultimi periodi. Occorre quindi riaprire un tavolo di discussione», rileva il segretario dell'associazione dei medici e dei dirigenti dell'Ssn, «su un nuovo piano di organizzazione della rete ospedaliera, non solo da un punto di vista sanitario, ma anche, e soprattutto, in termini di edilizia sanitaria, con una riorganizzazione completa della regione. Ben venga, se necessario», prosegue Gianfelice, «in momenti di ristrettezze economiche, un progetto pubblico-privato con regole chiare e trasparenti che riunisca effettivamente fra di loro gli ospedali di Chieti e Pescara, in modo, però», sottolinea, «da costruire una struttura con 600-700 posti letto, tale da riunire effettivamente in un unico stabilimento le attività, tali da rispondere alle esigenze di quel territorio». Un progetto analogo andrebbe applicato, precisa il segretario regionale dell’Anaao, alla provincia di Teramo. «Si conglobino», propone Gianfelice, «le attività degli ospedali come Giulianova, Atri e Teramo in un'unica struttura ospedaliera di 500-600 posti letto, tale da concentrare le attività in modo da evitare doppioni». Per la provincia di Chieti, inoltre, Gianfelice suggerisce di «riunire in una unica struttura ospedaliera le due strutture sanitarie di Lanciano e Vasto, costruendo un unico ospedale di 300 posti letto in grado di soddisfare tutte le necessità di quella zona». Per Gianfelice poi sarebbe necessario un intervento anche a L’Aquila. «Occorrerebbe aprire un cantiere di ricostruzione di un nuovo ospedale nel capoluogo d'Abruzzo», conclude, «con caratteristiche antisismiche reali, evitando operazioni finanziarie di semplice abbellimento e di stile commerciale». Vito de Luca

