Orsini s’ispira a Cantagallo: «Isola pedonale fino al mare»

MONTESILVANO. Un “boulevard” pieno di negozi, pedonalizzato, quindi chiuso al traffico veicolare, che da piazza Armando Diaz arrivi fino al mare attraversando via Roma, corso Umberto e la stazione...
MONTESILVANO. Un “boulevard” pieno di negozi, pedonalizzato, quindi chiuso al traffico veicolare, che da piazza Armando Diaz arrivi fino al mare attraversando via Roma, corso Umberto e la stazione ferroviaria, oltrepassando il tunnel e corso Strasburgo fino a sfociare sul lungomare Aldo Moro. Una via dello shopping lunga un chilometro e 200 metri, composta da vecchie e nuove attività commerciali. Secondo Mauro Francesco Orsini, presidente della quarta commissione consiliare Lavori pubblici, il rilancio dell’economia del centro cittadino passerebbe da questa che per ora è solo un’ipotesi progettuale.
Ma l’idea di pedonalizzare le vie non contrasta con la volontà dei commercianti di riaprire le strade al traffico? No, secondo Orsini: «La pedonalizzazione è possibile se si riaprono altre vie circostanti». Quali siano, per ora è top secret, «prima la proposta deve andare in commissione».
L’esponente di “Montesilvano Protagonista” appoggia la decisione dell’amministrazione Maragno di riaprire alle auto (seppur temporaneamente, per 60 giorni) piazza Diaz, la piazza del Comune, via Mazzini e via Roma per rilanciare il commercio. Così come richiesto dagli imprenditori locali che lamentano un crollo degli affari che è conseguenza, a loro dire, della pedonalizzazione delle aree centrali della città.
Un’ipotesi, quella di Orsini, anticipata tredici anni fa dall’ex sindaco Enzo Cantagallo. Il segretario del Pd cittadino ricorda: «Fui io a realizzare l’isola pedonale davanti al municipio e nel piazzale antistante la chiesa di Sant’Antonio su via D’Annunzio». Un progetto che aveva l’obiettivo di «migliorare la qualità della vita delle persone», sottolinea l’ex amministratore che sostiene di «comprendere le difficoltà dei commercianti», ma puntualizza: «Nessuno dimentichi che intorno alla famosa “pera”, l’aiuola di fronte al Comune, le automobili sostavano anche in terza fila generando caos e smog. Per tale ragione, molto in anticipo sui tempi, ho creduto nella bontà degli effetti della pedonalizzazione che nei Paesi europei è la normalità». Rivendicata la primogenitura di un progetto, attualmente contestato dall’imprenditoria locale, Cantagallo (assessore dal 1996 al 2004 e sindaco dal 2004 al novembre 2006) ricorda anche che la pedonalizzazione faceva parte di un’ idea più ampia di creazione di un motore dell’economia locale.
«Nel 2005 la mia idea», espone il segretario di partito, «era di realizzare un corso, una via commerciale che da palazzo Baldoni arrivasse fino al mare attraversando via Roma, corso Umberto, la stazione e corso Strasburgo fino al mare. Un progetto che prevedeva anche la creazione di due parcheggi sotterranei, uno sotto la piazza antistante palazzo Baldoni e l’altro sotto piazza Trisi, oggi adibita a posteggio auto».
Sia Orsini sia Cantagallo fanno notare come Montesilvano sia una città priva di una agorà, «una piazza che possa definirsi centro dove i cittadini si incontrano e si riuniscono». Entrambi fanno notare anche come via Roma sia «una strada veramente brutta, poco illuminata e piena di baracche costruite decenni fa, utilizzate da privati come magazzini».
Nella polemica si inserisce anche l’ex comandante della polizia municipale Sergio Agostinone che propone «l’inversione del senso unico di marcia di via D’Annunzio con ingresso dalla via Vestina verso sud, direzione Pescara, per dare la possibilità a chi arriva dai paesi limitrofi di fermarsi al Comune o fare acquisti nei negozi del centro».
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