Ortodontisti, si riparte Ma ci sono regole da seguire

Ortodontisti pronti a ripartire. Pur essendo una delle categorie di lavoratori più a rischio per quanto riguardo il coronavirus, soprattutto per la vicinanza fisica fra paziente e specialista, gli...
Ortodontisti pronti a ripartire. Pur essendo una delle categorie di lavoratori più a rischio per quanto riguardo il coronavirus, soprattutto per la vicinanza fisica fra paziente e specialista, gli ortodontisti invitano i pazienti che hanno bisogno di assistenza a contattarli per fissare nuove visite e controlli. Il coronavirus è ancora in circolazione e sta causando molti problemi al sistema sanitario, «ma possiamo garantire, di nuovo, un buon livello di assistenza ai nostri piccoli e grandi pazienti che hanno un apparecchio ortodontico», affermano dalla società italiana di ortodonzia (Sido). «Con la fase 2 della pandemia possono riprendere le nostre attività dopo che queste sono state parzialmente sospese in seguito all’esplosione di contagi», sostiene Giuliano Maino, presidente nazionale della Sido, «tuttavia i carichi di lavoro che possiamo gestire saranno per forza ridotti proprio per garantire a tutti la migliore sicurezza possibile».
Saranno tra poco pubblicate le indicazioni comportamentali scritte dal Ministero della Salute e dalla Cao (Commissione albo odontoiatri della Federazione nazionale degli ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri) alla cui redazione ha partecipato anche la Sido. «Grazie a queste nuove norme, bambini e adulti potranno tornare senza problemi nei nostri studi», prosegue Maino, «tutti gli operatori sanitari devono dotarsi di dispositivi di sicurezza adeguati come mascherine ad alta protezione, occhiali e camici monouso. Prima dell’ingresso nello studio va eseguito un triage telefonico di controllo. Nella sala d’attesa bisogna far sostare al massimo due persone alla volta. Va perciò ridotto il flusso di pazienti scaglionando gli accessi allo studio». Sarà necessario aerare regolarmente le stanze operative tra un controllo e l’altro. Si tratta di norme di sicurezza adottate anche a Wuhan in Cina, luogo dell’inizio della pandemia. Sempre in relazione alla fase 2, arriva dalla Sido un appello a tutti gli italiani. «Anche se in questi giorni molti dei nostri studi hanno ripreso a funzionare non siamo ancora in una situazione normale», precisa il presidente Sido, «gli spostamenti vanno comunque limitati il più possibile».

