Ospedale, appello a D’Alfonso «Dia risposte sulla sanità»

GUARDIAGRELE. «Chiamiamo il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, a un incontro aperto, affinché dia una risposta concreta alla insopportabile situazione sanitaria del nostro distretto...
GUARDIAGRELE. «Chiamiamo il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, a un incontro aperto, affinché dia una risposta concreta alla insopportabile situazione sanitaria del nostro distretto sanitario, che sta rovinando a catena tutti gli altri, tanto da divenire valanga distruttiva per l'intera sanità abruzzese». L’appello è dell’associazione “Salute è Diritto” sulla vicenda dell’ospedale di Guardiagrele. Per il comitato «il modo con cui l’assessore alla sanità abruzzese, Silvio Paolucci, rinomina e parla del Santissima Immacolata, dopo la manifestazione dell’11 novembre organizzata dalla nostra associazione, è inaccettabile e irriverente. Nell’incontro tenuto in piazza tra la gente, abbiamo invitato le varie rappresentanze politiche locali in un’aria di positiva condivisione per un confronto sulla reale situazione sanitaria del territorio guardiese. L’associazione ha ribadito autonomia nei confronti di qualsiasi dipendenza politica e anche la necessità di parlare della realtà odierna, senza ripercorrere la storia tormentata che la nostra sanità ha attraversato a causa di politiche inadeguate. Abbiamo», continua il sodalizio, «lasciato volutamente la storia politica alla politica per riservare al malato la centralità che gli spetta. Ma l’assessore che fa? Dirama una pubblicità propagandistica sui servizi che sulla carta dovrebbero essere erogati nel Santissima Immacolata ma che invece non ci sono. Inoltre attacca il nostro gruppo scrivendo: «Si parte dalla verità e non dai sogni». Per l’assessore Paolucci, quindi», continua Salute è Diritto, «il pretendere l’apertura dell’ospedale guardiese come ospedale di area disagiata è un sogno da cui dobbiamo svegliarci; altrettanto, allora, è un sogno, per l’assessore, la chiusura dei reparti del nostro ospedale, la soppressione dei posti letto necessari, i quali, nella provincia mancano per ben più di 400 unità in base al decreto; è un sogno la chiusura di un Pronto soccorso e un livello insufficiente della rete emergenza-urgenza. Tutti i cittadini di questa area distrettuale», prosegue Salute è Diritto, «fatta di 13 comuni, per un bacino di abitanti superiore a 40mila, dall’epoca della chiusura dei reparti di Medicina geriatrica, vengono catapultati nel clinicizzato di Chieti e ricoverati lungo i corridoi. Di notte, dove ci sono solo due infermieri per un reparto, con un solo medico di guardia per tre o quattro settori. I malati in barella vengono ricoverati dopo aver sostato ore in un Pronto soccorso piccolo ma sempre strapieno di emergenze e non».
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