Ospedale di Penne In arrivo due medici e tre infermieri

8 Settembre 2017

Non solo tagli: prime assunzioni a Dialisi e Medicina Ma la protesta contro la riorganizzazione non si ferma

PENNE. Non solo proteste e preoccupazioni: all’ospedale San Massimo di Penne arrivano nuove professionalità per rafforzare la struttura medico infermieristica ed offrire maggiori garanzie agli utenti. Dal lunedì prossimo prenderà servizio un medico di dialisi per mobilità, mentre per sopperire alla carenza del reparto di Medicina è stata aperta una graduatoria aziendale, con scadenza 15 settembre, in modo da poter portare nel presidio vestino un altro medico. In questi giorni, inoltre, hanno preso servizio al San Massimo tre nuovi infermieri che saranno utilizzati nei reparti che più ne avranno bisogno a seconda delle emergenza. Non basta a frenare la protesta per i tagli all’ospedale, ma è un primo risultato.
A confermare i nuovi ed i prossimi arrivi è stato lo stesso direttore sanitario del San Massimo, Rossano Di Luzio. Soddisfatto il segretario regionale del sindacato della sanità Fials, Gabriele Pasqualone, che in queste settimane ha incontrato a più riprese la direzione generale della Asl di Pescara nel tentativo di migliorare quanto più possibile l’organico medico e infermieristico del San Massimo. «Un dato molto importante da sottolineare è che nessuno dei pazienti passati per il Pronto soccorso del San Massimo durante i mesi dell’accorpamento di Medicina e Geriatria, dunque a luglio ed agosto, è stato trasferito in altre strutture private. La direzione generale», spiega ancora Pasqualone, «si sta anche attivando affinché si possa trovare quanto prima una soluzione per riaprire il bar dell’ospedale, chiuso oramai da circa quattro anni. Come Fials continueremo un importante lavoro di dialogo con la direzione generale per migliorare sempre di più il servizio dell'ospedale di Penne, dove prestano servizio professionisti di alto livello», commenta in conclusione il segretario regionale Fials. In base ai dati forniti da Pasqualone emerge come la maggior parte dell’utenza che si rivolge al San Massimo provenga da fuori Penne e in particolare dai paesi delle altre province.
Nel frattempo il comitato Salviamo l’ospedale di Penne, presieduto dall’avvocato Natalia Morricone e che ha ricevuto l’appoggio ed il sostegno di quasi tutti i sindaci dell’area vestina, continua a manifestare contro la riorganizzazione sanitaria regionale che prevede per il nosocomio vestino la classificazione di ospedale di area disagiata. Per i manifestanti, invece, la priorità resta quella di avere un ospedale con sede di Pronto soccorso, così come Vasto, Lanciano, Sulmona e Atri. Il Tar ha però giorni fa respinto il ricorso del Comune di Penne presentato contro i decreti commissariali che hanno declassato il San Massimo. Salvo clamorosi colpi di scena, dunque, l’ospedale di Penne è destinato a diventare presidio di area disagiata.
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