Ospedale di Popoli in arrivo Pedriatria e nuovi laboratori
La giunta regionale impegna la Asl a riattivare i reparti Il sindaco: un passo avanti dopo la gara per la risonanza
POPOLI. La risoluzione approvata dal consiglio regionale che impegna la giunta a sensibilizzare la Asl di Pescara alla riattivazione dell'ambulatorio di pediatria, dei servizi erogati dal laboratorio di analisi con particolare riferimento al servizio di microbiologia, su mozione presentata dal consigliere pentastellato Domenico Pettinari costituisce «un altro passo avanti», come spiega il sindaco Concezio Galli, «dopo la pubblicazione delle delibere relative ai lavori di realizzazione del reparto gravi cerebropatie acquisite e la relativa gara d'appalto, l'indizione dei concorsi per i primari di chirurgia e ortopedia con la pubblicazione sul Bura, dei lavori per la realizzazione delle opere per l'installazione della risonanza magnetica con la relativa indizione della gara d'appalto».
La risoluzione impegna la Asl anche a considerare l'inserimento degli ambulatori, cardiologia, neurologia, cinecologia e ostetricia in sede di compilazione del prossimo atto aziendale. A dicembre scorso l'amministrazione aveva inoltrato al presidente Luciano D'Alfonso e all'assessore Silvio Paolucci un’approfondita relazione sui bisogni del presidio ospedaliero di Popoli, evidenziando come oltre ai lavori e alla creazione di alcuni nuovi reparti fosse indispensabile mantenere i servizi fondamentali per garantire un'adeguata risposta ai bisogni del territorio. «Nelle prossime settimane», riprende il sindaco, «incontreremo il direttore generale Asl per iniziare la discussione del nuovo atto aziendale che oltre all'inserimento di alcuni di questi ambulatori e servizi dovrà essere incentrato sullo sviluppo di quei reparti che, seppur già inseriti nel vigente organigramma, consentono quel numero di posti letto necessario per il futuro sviluppo dell’ospedale. In tal senso abbiamo avuto», conclude, «anche importanti rassicurazioni dal manager Claudio D'Amario e dal parlamentare Antonio Castricone».
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