Ospedale Penne, «Radiologia bloccata da sei mesi»

Il Movimento per la sanità segnala un altro reparto in crisi del presidio vestino: da luglio stop agli utenti esterni
PENNE. Continuano le sofferenze per l'ospedale San Massimo di Penne. Dopo la chiusura del reparto Nascite in base alle nuove direttive e al riordino stabilito dalla Regione, anche il reparto di Radiologia è in crisi.
Dallo scorso luglio l'importante reparto non effettua più prestazioni agli utenti esterni. A denunciare il disservizio, che va avanti ormai da sei mesi, il portavoce del Movimento per la sanità vestina Gabriele Frisa. «Il reparto Radiologia non ha il personale necessario, manca di un medico, per poter servire gli utenti esterni». «Dalla Asl di Pescara», attacca Frisa, «non è stato fatto nulla per cambiare questa situazione. In questo modo, oltre a favorire le strutture private, si sta creando un grave disagio ai cittadini dell'intera area vestina. Il reparto, inoltre, riducendo esponenzialmente il proprio livello prestazionale, tra qualche tempo, quando non avrà più i numeri necessari richiesti dalle nuove direttive in materia sanitaria, sarà chiuso così come accaduto con il Punto nascite».
«La verità», prosegue, «è che il disegno generale è quello di depotenziare l'ospedale San Massimo pezzo dopo pezzo. Il general manager della Asl di Pescara Claudio D'Amario dovrebbe riflettere sull'importanza per Penne di avere un reparto di Radiologia a disposizione in maniera completa per la comunità. Attendiamo inoltre che la Regione e i vertici sanitari avviino la ristrutturazione del San Massimo. È dal governo regionale Chiodi che sentiamo parlare di questa ristrutturazione da 12 milioni di euro, ma ad oggi, in realtà, abbiamo fatto i conti solo con tagli e depotenziamenti». «Sicuramente», conclude il portavoce del Movimento per la sanità vestina, «non molleremo la presa e faremo di tutto per difendere il diritto alla salute degli utenti pennesi e dei Comuni vicini».
Francesco Bellante
©RIPRODUZIONE RISERVATA

