Ospedale, scoppia la protesta per le pulizie

15 Aprile 2015

Tre sindacati contro la nuova ditta: caos per i turni, manifestazione all’ingresso del presidio

PESCARA. I dipendenti che fanno le pulizie negli ospedali di Pescara, Penne e Popoli sono «stressati» e «confusi» per i nuovi turni che definiscono «disagiati» e sono «preoccupati» anche per «la qualità del servizio». Lo denunciano tre sindacati che, per venerdì dalle 10, hanno indetto una protesta davanti all’ospedale di Pescara. «La direzione sanitaria e l’opinione pubblica non possono essere più passivi spettatori», così dicono Alessandra Di Simone della Filcams-Cgil, Lidia Forli e Leonardo Piccinno della Fisascat-Cis e Alberto Cilli della Uil trasporti.

Il picchetto all’ingresso dell’ospedale è l’ultimo atto di uno scontro che si trascina da 5 mesi, da quando è cambiata la ditta: dal primo novembre scorso e per i prossimi 5 anni, è il colosso Dussmann di Milano a curare i servizi di «pulizia e sanificazione» negli ospedali mentre per i distretti sanitari l’attività è stata subappaltata a una cooperativa di Pescara, la Eucora. Si tratta di un appalto da quasi 22 milioni di euro; il subappalto ammonta a 1,7 milioni. «A distanza di ben 5 mesi dal sbuentro della Dussmann, le condizioni dei lavoratori», affermano i sindacati, «continuano a subire un pesante peggioramento». Lo stato di agitazione, convocato fin dall’arrivo della Dussmann, non è mai stato revocato. Anzi, il 26 marzo scorso, l’assemblea dei lavoratori ha chiesto «all’unanimità» un incontro in prefettura: l’incontro, fissato a ieri, slitterà al prossimo 21 aprile. «Ma la Dussmann», accusano i sindacati, «in barba a ogni buona regola di relazioni sindacali ha deciso di mettere in atto una nuova organizzazione del lavoro dal 13 aprile nonostante due diffide dei sindacati». Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uil trasporti dicono che «la nuova organizzazione del lavoro è stata comunicata tardivamente sabato 11 aprile alle 20,30 attraverso la sola affissione in bacheca del turno previsto per il lunedì 13. Questo ha prodotto solo confusione all’ospedale e particolare stress tra i lavoratori che, a tutt’oggi, non hanno indicazione formale e precisa di quale sarà la propria turnazione e dove dovrà essere svolta la prestazione lavorativa». I sindacati, invece, chiedono «un’organizzazione meno penalizzante che eviterebbe di creare forte stress lavorativo e forti disagi nei vita e lavoro degli addetti mentre lo stesso appalto prevedeva un miglioramento delle condizioni».

La conclusione dei sindacati riguarda la pulizia dei reparti: «Esprimiamo preoccupazione non solo per le condizioni emotive e di lavoro dei dipendenti ma ancora di più per la qualità del servizio». Una dichiarazione pesante: «Come possono gli addetti dare un servizio di qualità svolgendo il proprio operato con uno stress così elevato da dover addirittura ricorrere alle cure del proprio medico di base o addirittura al Pronto soccorso?». ©RIPRODUZIONE RISERVATA