«Osservate le abitudini dei figli»

9 Giugno 2017

L’incontro con gli esperti Placido e Di Nicola sui pericoli del fenomeno Blue Whale

SAN GIOVANNI TEATINO. Il gioco della Balena Blue è solo l'ultima, e forse la peggiore, delle insidie della rete. Nella sala consiliare del Comune, Gian Mauro Placido, direttore tecnico della Polizia Postale Abruzzo e la psicologa Lorella Di Nicola, hanno informato e dato consigli ai genitori affinchè li condividano con i figli e altri genitori.
«Attenzione alle informazioni che, spesso involontariamente, mettiamo in rete. In internet non ci sono amici, perché nessuno conosci realmente. Il mondo virtuale, però, è terribilmente reale quando alcuni leader/tutor/curatori/coordinatori riescono a manipolare i comportamenti dell'utente. I minori sono i più indifesi e rischiano di diventare vittime di cyberbullismo. La Blue Whale ne è una, e forse la più terribile per ora, espressione on line. Perché trascina il giovane in un vortice di passaggi da documentare on-line al proprio curatore/aguzzino e culmina con il suicidio: il salto nel vuoto da un cornicione».
L’incontro ha registrato la partecipazione di decine di genitori. «Il fenomeno Blue Whale ci fa paura: da genitore» osserva il sindaco Luciano Marinucci all'inizio dell'incontro «devo dire che la verità è questa. Ma deve farci paura anche la diffusione incontrollata delle notizie relative a questo fenomeno: è stato proprio questo uno degli scopi di questa iniziativa, fare chiarezza». Sui casi segnalati in Abruzzo, Placido non ha fatto dichiarazioni: «Stiamo indagando ed è assolutamente presto per dire se si tratti di Blue Whale o di emulazione». L'emulazione è una conseguenza negativa della Blue Whale, «alimentata, purtroppo, dall'eccessiva attenzione dei media al fenomeno, che a volte finisce per attrarre e coinvolgere minori». Placido ha chiesto di diffondere e condividere con altri genitori le informazioni e le conoscenze, soprattutto i "segnali" che devono saper cogliere dai figli, o i propri figli dai loro amici o compagni di scuola. «Il curatore punta sulla suggestione. Aggancia la vittima via web e la induce alla progressione nelle 50 tappe della pratica, oppure attraverso gruppi whatsapp o social, nei quali i ragazzi si confrontano sulle varie tappe, si stimolano reciprocamente, si incitano a progredire nelle azioni pericolose previste dalla pratica, mantenendo gli adulti all’oscuro».
«È importante tenere gli occhi aperti», chiosa Di Nicola, «bisogna parlare con i figli di quello che i media dicono e, soprattutto ascoltarli, far esprimere loro un’opinione su questo fenomeno. Attenzione a cambiamenti repentini di rendimento scolastico, socializzazione, ritmo sonno veglia. Limitare il tempo al computer. Soprattutto dopo le 22».