Otto euro in più per il pieno I consigli per risparmiare

31 Luglio 2018

Stangata da 540 milioni, ma su benzina e gasolio pesa ancora la guerra d’Etiopia

PESCARA . Una stangata da 540 milioni di euro. A tanto ammonta, secondo uno studio del Codacons, l’aggravio sulle famiglie italiane legato al caro-carburanti. Su scala regionale, applicando le dovute proporzioni, la batosta per gli automobilisti abruzzesi è stimabile in circa 10 milioni di euro.
LA STANGATA. «Oggi un litro di gasolio costa il 12,4% in più rispetto allo stesso periodo del 2017, mentre per la benzina si spende mediamente il 9% in più», spiega il presidente del Codacons, Carlo Rienzi. Rincari che si traducono in una maggiore spesa di circa 8 euro per un pieno di gasolio, e poco più di 6 euro per un pieno di benzina, prendendo come punto di riferimento un’auto di medie dimensioni.
IL PREZZO DEL PETROLIO. Al di là del prezzo del greggio, che ieri è tornato a salire chiudendo a 70 dollari al barile, a incidere sul costo dei carburanti italiani non è tanto la materia prima, il petrolio, il prodotto più comprato e venduto al mondo, ma una serie incredibile di accise.
LA GUERRA D’ETIOPIA. Non è uno scherzo; nel 2018, gli italiani si ritrovano ancora a pagare il finanziamento della guerra d’Etiopia (che risale al periodo 1935-1936), e che costò all’Italia anche il pagamento di durissime sanzioni imposte dalla Società delle Nazioni.
LE ALTRE ACCISE. Ai costi sostenuti per finanziare la politica imperialista del regime fascista, si aggiungono la crisi di Suez (1956), la ricostruzione dopo il disastro del Vajont (1963), quella dopo l’alluvione di Firenze (1966), il terremoto del Belice (1968), il terremoto del Friuli (1976), il terremoto dell’Irpinia (1980), la guerra in Libano (1983), la missione in Bosnia (1996). E si arriva al secolo corrente, con le accise che oltre a contribuire alla ricostruzione dell’Aquila dopo il terremoto del 2009, al ristoro dei danni dell’alluvione di Liguria e Toscana (2011), del terremoto in Emilia (2012), servono anche a sostenere dal punto di vista economico il rinnovo del contratto degli autoferrotranvieri del 2004, l’acquisto di autobus ecologici (2005), un finanziamento alla cultura (2011), l’emergenza immigrati dopo la crisi libica (2011) e, solo per quanto riguarda il diesel, anche il decreto Salva Italia.
IL PESO DELLE TASSE. Le accise, una delle quali risale addirittura al Regno d’Italia, complessivamente incidono di circa 50 centesimi per litro di benzina o gasolio, Iva compresa. Alle accise si aggiunge poi l’imposta di fabbricazione sui carburanti, e il totale arriva a circa 88 centesimi per litro per la benzina verde, e 74 centesimi per il gasolio. Come dire, che la metà o quasi dei soldi spesi per fare il pieno se ne va tranquillamente in tasse. Ognuno di noi può calcolare da sé l’impatto sul proprio bilancio familiare.
COME RISPARMIARE. Risparmiare diventa, dunque, un’esigenza primaria. Intanto bisognerebbe cercare il distributore più conveniente. Oggi basta andare su internet e digitando “prezzo carburanti Abruzzo” escono subito i siti che indicano il costo distributore per distributore. Spendere meno in carburante, tra l’altro, non fa bene solo alle tasche, ma anche al pianeta.
Se da una parte, l’idea di lasciare l’auto in garage è una splendida utopia, dall’altra qualche accorgimento per risparmiare carburante c’è. Ed è lo stesso Ministero dello Sviluppo Economico che ha diramato i consigli per ridurre i consumi. Una guida intelligente e una corretta manutenzione dell’autovettura, spiega il Mef, consentono di ridurre i consumi e le emissioni di CO2 del 10-15% migliorando anche la sicurezza sulla strada. Nella tabella a fianco le indicazioni utili per ridurre i consumi di combustibile. Tra queste, uno stile di guida corretto e la manutenzione periodica dell’auto sono in cima alla lista.
RIDURRE LE TASSE. Certo, ogni sforzo è inutile se la tassazione sui carburanti non accenna a diminuire. «Attendiamo dal Governo provvedimenti concreti», dice il Codacons, «per ridurre l’abnorme tassazione che pesa su benzina e gasolio e tagliare, così come annunciato nelle scorse settimane, le assurde accise che gravano sui carburanti nel nostro Paese» .