Pace tra Marsilio e Febbo L’iter del Bilancio decolla

Stop ad Astolfi, Verrecchia entra e Quaglieri farà l’assessore: la crisi si è risolta Il capogruppo di Forza Italia cede le armi in cambio della commissione Sanità
L’AQUILA. La maggioranza di centrodestra si lascia la crisi alle spalle e dà il via libera alla maratona per l’approvazione del Bilancio di previsione 2023-2025 che terrà impegnati il Consiglio regionale e le cinque commissioni per le prossime tre settimane. Il patto di pace, se così si può dire, tra Fratelli d’Italia e Forza Italia si basa su un mini rimpasto indolore che sarà messo in atto subito dopo le dimissioni di Guido Liris dalla carica di consigliere regionale di Fratelli d’Italia e dal ruolo di assessore al Bilancio. Una decisione imposta dalla legge ma opportunamente rinviata a fine mese per dare il tempo necessario al neo senatore di assistere al parto dello strumento finanziario di previsione che porta la sua firma.
È stato il presidente della giunta, Marco Marsilio, a chiederglielo come favore personale e un obiettivo in realtà duplice: assicurarsi sia la presenza di Liris durante la fase finale dell’iter del Bilancio di previsione sia il tempo necessario per ricomporre la crisi nel centrodestra innescata da Forza Italia che riteneva di avere un diritto di prelazione sul posto liberato dal neo parlamentare aquilano. La strategia attendista del governatore sarebbe andata in porto come dimostrano alcuni segnali inequivocabili.
La politica va letta in controluce, come la filigrana della cartamoneta, per capirne le trame. Quindi, il fatto che nel Consiglio regionale di domani siano stati inseriti dall’ufficio di presidenza dieci debiti fuori bilancio rimasti per mesi incagliati in commissione per il no del capogruppo di Forza Italia, Mauro Febbo, è il primo segnale di distensione. Che lo stesso Marsilio finisce per confermare quando, alla domanda chiave «pace fatta con Febbo?», risponde per telefono «Non abbiamo mai litigato».
Il secondo segnale arriva sempre dalla stessa fonte, il governatore della Regione che, alla seconda domanda, «Quando andrà in giunta la delibera che approva il Bilancio di previsione?», ribatte: «All’inizio della settimana, questione di giorni se non di ore». Che significa oggi stesso, al massimo domani. Ed è la controprova che l’azionista di maggioranza della giunta regionale non ha più davanti a sé alcun ostacolo che gli possa bloccare l’atto programmatico più importante. Il Bilancio può finalmente correre in modo spedito verso la linea del traguardo piazzata alla fine di dicembre, come dimostra il terzo “indizio” rappresentato dalla convocazione della riunione dei capigruppo, da parte del presidente forzista del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, per domani stesso con l’obiettivo di calendarizzare le tappe dell’approvazione della manovra.
L’iter del Bilancio è sbloccato, la strada è in discesa. Ma a questo punto occorre capire, sempre in controluce, come e perché lo è diventata. E qui entriamo nel campo delle ipotesi, quelle più verosimili, che ci vengono svelate da una fonte autorevole della maggioranza di centrodestra.
Una “gola profonda” che si limita a pronunciare una battuta di poche parole. «Astolfi può mettersi l’anima in pace», che, detta così, sembra incomprensibile per chi non vive di pane e politica. Ma per chi campa di queste il quadro appare subito chiaro e certamente non piacerà a Gabriele Astolfi, ex sindaco di Atri, primo dei non eletti per Forza Italia in provincia di Teramo.
Su di lui puntava Febbo per la sostituzione di Liris in Consiglio; e per Astolfi il partito si era messo di traverso boicottando con l’arma dell’ostruzionismo le iniziative dell’alleato di coalizione, Fratelli d’Italia, e del suo dominus, Marsilio.
Ma la battuta della fonte che chiede di rimanere segreta svela i termini della patto di pace: Astolfi è fuori dalla partita, il posto da consigliere che Liris lascerà libero subito dopo il 28/29 di dicembre, sarà affidato alla persona di maggior fiducia di Marsilio, vale a dire il suo capo di gabinetto, Massimo Verrecchia, secondo dei non eletti per Fratelli d’Italia nella Marsica. Mentre l’altro marsicano, Mario Quaglieri, subentrato in consiglio a Liris dopo la nomina di questi in giunta, diventerà assessore con le deleghe che gli passerà il compagno di partito eletto in Senato.
Altro non è che il rimpasto soft proposto sin dall’inizio da Marsilio. Ma lo scambio con Febbo ha un costo politico che non può limitarsi a un piatto di lenticchie. E la presidenza della commissione Sanità, da affidare al capogruppo di Forza Italia, non lo è. (l.c.)
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