«Pagami o vengo con il pugile»

Intercettate le minacce degli spacciatori per riavere i soldi della droga
PESCARA. Lo sfogo degli spacciatori che vogliono i soldi per la droga venduta a credito, le minacce per recuperare le somme mai pagate, le trattative per comprare lo stesso altre dosi di cocaina. Dalle intercettazioni dell’indagine “Tana delle tigri”, emergono altri dettagli sui debiti per la droga.
Secondo l’interpretazione della guardia di finanza e della procura, uno degli spacciatori finiti in arresto, Vincenzo Ciarelli, non ce la più ad aspettare il saldo e dice: «Mia sorella vuole venire a casa tua, che fai?», dice a uno dei fedelissimi collaboratori dell’allora dirigente ai Lavori pubblici Fabrizio Trisi. Ma i soldi non arrivano e lui perde la pazienza: «Continui a prendermi per il c., ancora con ste cazzate, mi hai rotto. Lascia perdere, ridà solo a mia sorella, quella ti viene a casa domani. Allora me li ridai sti c. di soldi». Per risolvere, il collaboratore chiede aiuto a Trisi: «Trisi», annota la finanza, «dice che ieri Ciarelli è andato “con uno che ha fatto pugilato” a minacciarlo».
Anche il dirigente, da quanto traspare dalle carte, è uno che compra la droga a credito. Di fronte a una partita non pagata, lo spacciatore si lascia andare a un lungo sfogo: «Fai l’offeso e mi dispiace, però ogni tanto cerca di metterti nei miei panni: l’offeso dovrei essere io! Se vuoi vieni, altrimenti non fa nulla, io non ho un lavoro e ho una famiglia da mantenere, per te 50 euro non fanno la differenza per me sì. Il tuo problema è andare a prelevare, il mio è mettere il pranzo a tavola con la cena. L’apparenza inganna, i tempi sono cambiati, la gente non ha più nulla... per il resto fai come ti senti, ci sei rimasto male, anche io tanto». Poi, la stoccata finale dello spacciatore: «Non ti avevo chiesto nulla di particolare ma almeno il vecchio me lo potevi chiudere tutto».
In un altro scambio, Trisi rimanda un appuntamento per il saldo: «Vengo domani, ho problemi in ufficio». E lo spacciatore risponde secco: «Ti pareva, però non va bene come fai. I problemi tuoi me li metti a me; domani vieni senza rimandare. Entro le 15 che ho un pagamento».(p.l.)

