Palazzo in centro all’asta per 5,3 milioni
Fallisce il fondo immobiliare di una società di Roma: all’incanto 38 tra appartamenti, uffici e garage di via Michelangelo
PESCARA. Un’operazione di finanza speculativa, con un palazzo di 8 piani più un seminterrato costruito nel centro di Pescara. Sei anni dopo la festa, il palazzo Rinascimento di via Michelangelo 18 andrà all’asta per 5,3 milioni di euro. È il risultato del fallimento del Petronio, fondo immobiliare gestito dalla Statuto Fondi Immobiliari Sgr di Roma. La società di gestione del risparmio dell’immobiliarista Giuseppe Statuto è stata messa in liquidazione coatta amministrativa. Troppe perdite, per questo ministero dell’Economia e Banca d’Italia hanno imposto la vendita all’incanto.
Effetto boomerang. Il fondo Petronio, nato da un patto tra Statuto e banca Ubs, si è trasformato in un boomerang: insieme al palazzo di Pescara, che ospita anche il Bingo e uffici di professionisti, andranno all’asta anche due complessi edilizi di Milano, uno in via Boncompagni da 7,7 milioni di euro e l’altro in via Senigallia da oltre 10,3 milioni.
La Banca d’Italia: stop. Un’operazione immobiliare a perdere quella di Pescara, bloccata da ministero dell’Economia e Banca d’Italia: l’8 maggio 2013 il ministero dell’Economia ha revocato l’«autorizzazione all’esercizio dell’attività» alla Statuto e posto la società in liquidazione coatta amministrativa a causa delle «perdite di eccezionale gravità». Lo stesso giorno, la Banca d’Italia ha nominato commissari liquidatori Francesco Macario e Francesco Schiavone Panni, mentre Paolo Farano, Carlo Felice Giampaolino e Renzo Ristuccia sono stati scelti come componenti del comitato di sorveglianza della società.
Asta con 38 lotti. Toccherà a Macario e a Schiavone Panni gestire la vendita del complesso, costruito sui resti di un edificio fatiscente. Il palazzo Rinascimento, che ha ospitato anche la sede del Centro tra il 2004 e il 2010, è stato diviso in 38 lotti tra appartamenti, uffici, garage e cantine.
Come partecipare. Le offerte irrevocabili di acquisto dovranno essere depositate allo studio del notaio incaricato dalla procedura, Livio Colizzi di Roma, «esclusivamente mercoledì 17 dicembre, giovedì 18 dicembre e lunedì 22 dicembre dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 16,30 alle 19, con anticipazione via e-mail agli indirizzi francesco@studioschiavonepanni.it o francescomacario@studiovianello.it». Secondo la procedura di vendita, «entro 15 giorni dalla scadenza del termine per il deposito delle offerte, si procederà all’apertura delle buste».
Salvi gli acquirenti. Chi ha comprato appartamenti, uffici, garage e cantine non corre rischi: all’asta andranno soltanto le proprietà invendute che sono appunto 38, come i lotti. Al primo incanto, si cercherà di vendere i 38 lotti in un colpo solo, con la base d’asta fissata a 5,3 milioni, anche se è possibile (e più probabile) una vendita a pezzi: «Qualora, nel termine assegnato, non pervengano offerte per l’acquisto in lotto unico, saranno considerate», spiega l’avviso di vendita, «eventuali offerte pervenute nel medesimo termine, per l’acquisto delle singole unità immobiliari che compongono l’intero complesso, che potranno essere vendute in lotti separati».
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