Pale eoliche anche in mare

26 Aprile 2022

Primo impianto nel Mediterraneo, un’impresa abruzzese lo realizza a Taranto 

Lo stop al gas russo e lo spettro reale della crisi energetica spinge l’Italia verso le grandi opere per assicurarci fonti alternative. Una di queste, forse la più imponente, con pale piazzate a 100 metri d’altezza, porta la firma di una impresa abruzzese, la Renexia, società del gruppo Toto, che ha realizzato il primo parco eolico marino del Mediterraneo.
“Beleolico” è il nome che la holding ha voluto dare alla grande struttura sorta al largo del molo polisettoriale di Taranto e inaugurata lo scorso 21 aprile. Un investimento da 80 milioni di euro, che consentirà di produrre energia pulita per 58 mila mwh, pari al fabbisogno annuo di 60mila persone, e di elettrificare il porto pugliese riducendo l'inquinamento.
SUPER ECOLOGICO. In termini ambientali vuol dire che, nell’arco dei 25 anni di vita prevista, Beleolico consentirà un risparmio di circa 730mila tonnellate di anidride carbonica. Per la distribuzione dell’energia sul territorio Renexia ha costruito una sottostazione per l’allaccio alla rete elettrica nazionale in località Torre Triolo, a pochi chilometri dall’area portuale. Con il completamento di quest’opera l’Italia entra in una nuova era, «un concreto primo passo per avviare la transizione energetica e calibrare così un energy mix che ponga al centro le fonti rinnovabili», spiegano da Renexia, «puntare a una crescente autonomia energetica che sia sostenibile, nel rispetto delle norme europee sulla decarbonizzazione, è un obiettivo prioritario che l’attuale situazione internazionale ha portato alla ribalta».
Al taglio del nastro hanno partecipato il direttore generale di Renexia, Riccardo Toto, il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, il presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Ionio, Sergio Prete, il presidente di Acciaierie d’Italia, Franco Bernabè, il presidente Legambiente, Stefano Ciafani, il presidente dell’Aiad, Guido Crosetto e il giornalista scientifico Alessandro Cecchi Paone.
EOLICO OFFSHORE. L'attivazione dell'impianto avrà risvolti positivi anche sul fronte occupazionale: Renexia, nell’arco dei 25 anni della concessione del parco, si è impegnata ad avviare una filiera industriale specializzata e Taranto potrebbe diventare un punto di riferimento per un settore in forte crescita come quello dell’eolico offshore. Una tecnologia che rappresenta una concreta alternativa alle centrali clima alteranti, per la produzione di energia pulita, riducendo l’emissioni di Co2, nel rispetto delle direttive europee.
Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha inviato un messaggio plaudendo all’iniziativa: «Il processo di transizione ecologica rappresenta l’unica via in grado di garantire sostenibilità, resilienza e adattabilità del settore energetico, una dinamica che appare ancora più evidente a causa del conflitto in Ucraina», ha scritto Di Maio. E il ministro dello Sviluppo Economico, Giancarlo Giorgetti, ha tenuto a dare risalto «alle grandi opportunità di sviluppo che l’eolico marino può offrire al Paese».
I VANTAGGI. «Il completamento di quest’opera centra un duplice obiettivo, da una parte la soddisfazione per aver realizzato il primo impianto eolico marino in Italia e nel Mar Mediterraneo, dall’altra la consapevolezza che il nostro approccio, basato sulla condivisione, possa contribuire alla creazione di un nuovo protocollo che coniughi tecnologia e attenzione all’ambiente», ha dichiarato Riccardo Toto, dg di Renexia. A margine della cerimonia di inaugurazione è stato firmato un accordo tra l’Autorità portuale e Renexia per la cessione di almeno il 10% dell’energia prodotta da Beleolico per consentire la totale elettrificazione del porto di Taranto. «Elettrificare il porto di Taranto», ha concluso Toto, «significa ridurre notevolmente l'impatto ambientale, se si considera che ogni nave che entra nel porto e non spegne i motori produce un inquinamento su base giornaliera pari a quello di 10mila vetture».