Pale eoliche, sei mesi per evitare il caos

8 Luglio 2024

Corsa contro il tempo per creare la mappa dei nuovi impianti, Prospero (FdI) e Paolucci (Pd) a Marsilio: ascolta i Comuni

PESCARA. La Regione ha sei mesi di tempo, a partire dal 3 luglio scorso, per mappare in Abruzzo i nuovi impianti di energia rinnovabile, dai pannelli fotovoltaici alle pale eoliche, il piatto più appetibile del business della transizione ecologica. Sindaci, cittadini e soprattutto la politica si dividono. E spunta la prima Risoluzione, di matrice trasversale, sull’eolico e le fonti rinnovabili, presentata dal neo consigliere regionale di Fratelli d’Italia, l’avvocato vastese Francesco Prospero e il capogruppo del Partito Democratico, Silvio Paolucci.
Al centro del documento politico rivolto al presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio, c’è il recentissimo decreto promosso dal Ministro dell’Ambiente e Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che delega alle Regioni la definizione delle aree idonee per gli impianti di energie rinnovabili, dando lo stop a un possibile effetto giungla. Ovvero a una corsa indiscriminata soprattutto per ottenere le autorizzazioni per le pale eoliche. «La risoluzione intende focalizzarsi su questioni fondamentali come l'impatto ambientale, la tutela del territorio, la normativa nazionale e le esigenze delle comunità locali», spiegano i due consiglieri, avversari in Emiciclo ma alleati in questa particolare battaglia politica che, peraltro, ha già visto in passato impegnato il dem Paolucci.
Il decreto interministeriale sulle zonizzazioni degli impianti, pubblicato la scorsa settimana sulla Gazzetta Ufficiale, stabilisce obiettivi e tempi chiari e vincolanti per ogni regione. L’Abruzzo è infatti chiamato a individuare entro 180 giorni le aree idonee e non idonee per l'installazione di impianti eolici, fotovoltaici e altre fonti rinnovabili, per raggiungere l'obiettivo di 2.092 megawatt di energia rinnovabile entro il 2030. Ieri, a tal proposito, abbiamo interpellato una fonte autorevole all’interno del Dipartimento Ambiente e Territorio della Regione Abruzzo che, per quanto riguarda le fonti di energie rinnovabili, fa capo al consigliere di Fratelli d’Italia con delega in giunta, Nicola Campitelli. Ma l’argomento compete, per materia, anche al settore delle Attività Produttive che, a sua volta, afferisce all’assessore vastese Tiziana Magnacca. Tra i due, visti i tempi molto ristretti, confermati dall’alto dirigente interpellato dal Centro, non sono ammesse divergenze.
Si parte a settembre attraverso l’ascolto dei sindaci e dei presidenti delle Province. Ma già da ora, confermano dalla Regione, si può prevedere che nella regione dei parchi e delle aree protette o vincolate, le nuove pale eoliche troveranno spazio prevalentemente off shore, cioè a largo della costa.
«L'eolico e le altre energie rinnovabili rappresentano una spinta cruciale verso la sostenibilità. Il decreto interministeriale ci impone tempi e obiettivi rigorosi. Trovare una mappatura condivisa da tutti sarà una sfida», spiegano Prospero e Paolucci. «Con la nostra risoluzione, chiediamo di accelerare i tempi e avviare subito un dibattito costruttivo su questo tema attuale e delicato. La scorsa settimana, a San Buono, abbiamo partecipato a un incontro sull’energia eolica nell’Alto Vastese, insieme ai sindaci del territorio e alle associazioni locali (Magnacca c’era, Campitelli no, ndr). È emersa chiaramente la necessità di pianificare la realizzazione degli impianti su base regionale, considerando il contesto normativo nazionale e analizzando attentamente la fattibilità dei singoli progetti, coinvolgendo le comunità locali e monitorando costantemente gli impatti ambientali, paesaggistici e sociali».
La corsa contro il tempo è appena cominciata, il clima del dibattito è già rovente. (l.c.)
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