Paolo VI, le famiglie scendono in piazza: non stoppate le cure
PESCARA. Piangono e si disperano i venti pazienti, tra i 40 e i 50 anni affetti da varie disabilità psichiche e motorie (autismo, ritardi mentali, schizofrenia), ospiti del Paolo VI di via Pesaro...
PESCARA. Piangono e si disperano i venti pazienti, tra i 40 e i 50 anni affetti da varie disabilità psichiche e motorie (autismo, ritardi mentali, schizofrenia), ospiti del Paolo VI di via Pesaro che domani dovranno lasciare la struttura riabilitativa perché sono finiti i fondi regionali destinati ai pazienti più gravi. Alcuni di questi giovani resteranno in via Pesaro se saranno concessi i finanziamenti necessari dalle istituzioni locali.
Altri con problematiche di disabilità più lievi, ma pur sempre importanti, saranno costretti a traslocare in altre sedi, ancora sconosciute, e le rette saranno a carico delle famiglie. Alla protesta dei genitori, che hanno sollevato il caso nei giorni scorsi e chiesto l'intervento delle istituzioni, si affianca l'associazione Carrozzine Determinate presieduta da Claudio Ferrante che annuncia di «scendere in piazza con le famiglie» se l'assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci «non interverrà al più presto».
I tempi stanno per scadere e le famiglie sono sul piede di guerra. «I ragazzi stanno piangendo», rivela una madre, «noi non sappiamo ancora dove dobbiamo portare i nostri figli e l'esborso economico che dovremo sostenere». «Nessuno sarà abbandonato, stiamo già cercando delle strutture vicine alle parrocchie o alle associazioni di volontariato che possano ospitare quei giovani», aveva annunciato don Marco Pagniello, direttore della Caritas e a capo della Fondazione Paolo VI. «Nonostante le rassicurazioni di don Marco, non sappiamo ancora dove andare e che cosa fare», si ribellano le mamme che stanno organizzando una colletta per «aiutare una ragazza orfana di madre» a pagare la retta del Paolo VI, dove rimarrà ancora qualche tempo. A quanto ammontano le rette al Paolo VI? «25 euro compresi i pasti, 20 senza il pranzo moltiplicati per quanti giorni della settimana la ragazza trascorrerà dentro la struttura», spiega questa madre che per il figlio già paga, «25 euro al giorno per tre giorni a settimana più 5 euro al giorno per il trasporto da casa alla struttura con il pullmino del Comune». Per un totale di spesa di 90 euro a settimana e 360 euro al mese, ossia «quasi l'intera pensione di invalidità di mio figlio», precisa la madre che ringrazia Carrozzine Determinate, ma avverte: «La distanza delle istituzioni che promettono, ma non risolvono».

