Paolo VI, terapie interrotte «Abbandonati dal Comune»

11 Maggio 2018

Penne, i soci di “Abbattiamo le barriere” scoprono l’assenza degli amministratori alla conferenza dell’Ambito. Sono 38 i disabili rimasti senza assistenza sociale

PENNE. Nessuna soluzione, almeno per il momento, per i ragazzi disabili della Fondazione Paolo VI che da qualche mese non ricevono più l’assistenza di semi residenzialità a seguito della riorganizzazione regionale della rete assistenziale, area disabilità. Sono 38, tra grandi e piccini, i ragazzi che hanno dovuto interrompere tutte le attività che svolgevano fino a qualche tempo fa. Adesso effettuano solo terapie sanitarie: due, tre o cinque volte a settimana, a seconda di quanto stabilito dalla commissione della Asl. Nessuno di questi ragazzi, tutti classificati con situazioni gravi o gravissime, riceve più l’assistenza sociale.
L’associazione “Abbattiamo le barriere” onlus, a più riprese, ha chiesto un intervento delle istituzioni - Comune di Penne, Regione Abruzzo, Ambito sociale distrettuale vestino - ma nessun ente al momento sembra avere le risposte giuste. L’associazione ha così effettuato una richiesta di accesso agli atti del verbale redatto dall’Ambito sociale nell’ultima conferenza dei sindaci dell’Ecad tenutasi il 26 aprile scorso. La spiacevole sorpresa è stata scoprire che, nonostante il terzo punto all’ordine del giorno prevedesse la situazione della Paolo VI di Penne, è stata notata l’assenza dei rappresentanti dell’amministrazione comunale. «Non si è presentato nessuno dei nostri amministratori e questo ci dispiace. Ci sentiamo soli e abbandonati al nostro destino», commenta Alessia Cacciatore, sorella di uno dei ragazzi della Paolo VI. Per i disabili, effettuare solo le terapie sanitarie e rimanere a casa il restante delle ore vuol dire perdere la possibilità di sentirsi importanti, di praticare attività stimolanti e ricreative. La problematica, da sanitaria è diventata sociale, oltre che economica. La Fondazione non è più autorizzata ad effettuare prestazioni di tipo sociale. Servirebbe che la Regione Abruzzo, o il Comune , concedesse le autorizzazioni e mettesse fondi a disposizione. Cinquanta mila euro quelli previsti tempo addietro dalla Regione, più 20mila euro trovati dall’Ambito. Posto che il servizio venga ristabilito, la cifra complessiva di 70 mila euro per quanto tempo potrà tamponare l’emergenza? Gli interrogativi sono tanti e ieri l’associazione “Abbattiamo le barriere” onlus ha incontrato gli amministratori locali per avere un confronto. La speranza è che si trovi al più presto una soluzione. Molte delle famiglie non possono permettersi di coprire le spese per portare i figli alla Paolo VI. Non possono sostenere costi che ammontano a circa 6/700 euro al mese, più il trasporto mensile che si aggira intorno ai 150 euro mensili per i residenti di Penne, con cifre a salire per chi viene da fuori.