«Paolucci in passerella con il manager»

Sui muri del presidio spunta un volantino di protesta per D’Alfonso: presidente mantieni le promesse
PESCARA. Una «passerella» nei corridoi dell’ospedale di Pescara e «non per funzioni istituzionali». Una lettera indirizzata al presidente Pd della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, e firmata «i dipendenti della Asl di Pescara» è spuntata sui muri dell’ospedale: una lettera rivolta contro l’assessore regionale Pd alla Sanità Silvio Paolucci.
Al di là della visita di Paolucci, se il contenuto della lettera fosse vero significherebbe che, durante l’ultima campagna elettorale per la Regione, il posto da direttore generale occupato da Claudio D’Amario potrebbe essere stato offerto a qualcuno. Anche se il contratto di D’Amario scadrà solo nel 2017. Ecco la lettera: «Ai lavoratori della Asl è stata offerta l’occasione, nella mattinata di venerdì 7 novembre, di essere coinvolti in un avvenimento che, a dire il vero, avrebbero volentieri sperato che non potesse appartenere ai nuovi assetti istituzionali regionali. Ci riferiamo», dice la lettera, «alla passerella, lungo i corridoi dell’ospedale di Pescara, del direttore generale insieme all’assessore Paolucci, presente non per funzioni istituzionali. Questa notizia si è sparsa velocemente per tutta la Asl, destando stupore ma soprattutto malcontento, tra quanti si erano illusi che, dopo le elezioni regionali, ci sarebbero stati significativi cambiamenti organizzativi strutturali e di immagine, conformi a quanto più volte esplicato come programma dall’attuale giunta regionale». La lettera critica, poi, la gestione D’Amario: «Per 5 lunghi anni i lavoratori sono stati oggetto, per quanto appare, di spregiudicate azioni di favoritismo e hanno sperato che la legalità, il merito e la trasparenza fossero il baluardo per porre termine a tali comportamenti». Poi, nella parte finale, la lettera parla di presunte «promesse»: «Oggi i lavoratori dell’azienda Asl non sanno più cosa pensare, a quale promessa politica dare ancora fiducia. Noi dipendenti, caro presidente, abbiamo creduto alle sue promesse perché siamo certi fatte con il cuore oltre che con la ragione. Grazie presidente per quanto vorrà fare nell’immediato. Siamo in attesa che la sanità pubblica torni a essere il vero e certo riferimento per tutti i cittadini. Siamo in attesa di poter fruire dei servizi amministrativi, come il Cup, che rispettino la dignità di tutti i cittadini e non perduri invece la sudditanza alla mala burocrazia».
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