Papà protesta in tribunale «Non vedo più mio figlio»

27 Giugno 2015

Alle 6 di mattina mette gli striscioni e denuncia: io, minacciato e aggredito M5S lo sostiene: legge folle, un padre non è tutelato dopo la separazione

PESCARA. «Alle 3 di notte non riuscivo più a dormire, così, ho strappato le prime lenzuola che ho trovato e ho fatto questi striscioni. Poi, alle 6 mi sono messo qui, davanti all’ingresso del tribunale, a protestare perché voglio vedere mio figlio di 6 anni. Come ha stabilito un’ordinanza di questo stesso tribunale». Luca Stella ha 50 anni ed è disoccupato e ha scelto il palcoscenico del tribunale, accanto alla fontana dell’artista Ettore Spalletti, per denunciare la sua condizione di «padre esasperato»: «Liberate Mattia ha solo 6 anni», «Giustizia per Mattia», «La mia vita in cambio di quella di mio figlio», questo ha scritto Stella che, da ieri, ha iniziato uno sciopero della fame. Una protesta finita alle 15, quando ha visto suo figlio.

Dal 2013, il suo matrimonio con una donna brasiliana di 31 anni è entrato in crisi e si sono separati. «Ed è cominciato il mio calvario fino all’aggressione di giovedì scorso davanti a un bar di via Pepe», racconta lui. La lite è finita con l’intervento della volante della polizia e una denuncia in questura: «Il nuovo compagno di mia moglie mi ha minacciato e picchiato davanti a mio figlio. L’ho denunciato». Stella racconta di essere stato ferito vicino a un occhio da un pugno.

«Una volta sposati, io e mia moglie abbiamo vissuto in Brasile dove io mi occupavo di intermediazioni immobiliari. Poi siamo tornati in Italia e abbiamo cercato un lavoro, ma non è andata bene. Lei ha cominciato a lavorare come donna delle pulizie in casa di una persona con precedenti penali e, dopo tanti problemi, una sera non è tornata a casa. Ho conservato anche il messaggio in cui mi diceva: “Non torno”». Non è la prima volta, e non sarà l’ultima, che un matrimonio si rompe: tra Stella e la ex moglie è in corso una causa di separazione giudiziale. L’8 luglio prossima ci sarà un’altra udienza. Intanto, con un’ordinanza, il tribunale ha stabilito che il padre può vedere il figlio due ore al giorno tutti i giorni e può tenerlo a fine settimana alterni. «Ma all’inizio la decisione non è stata rispettata quasi mai. Subisco da 20 mesi», dice lui che mostra il documento del tribunale: «A mia moglie è stata data la nostra casa di Pianella per vivere lì con nostro figlio. Il tribunale ha disposto il divieto di coabitazione con terzi. Ma io, con le forze dell’ordine, ho controllato che lei vive da un’altra parte, a Pescara. Io non voglio che mio figlio viva con il suo compagno».

A dare sostegno a Stella, attivista del M5S, ieri è arrivato anche il consigliere regionale grillino Domenico Pettinari: «Stella è una bravissima persona. Noi siamo sempre presenti nelle situazioni di sofferenza e stiamo valutando la possibilità di un supporto legale». Anche il consigliere comunale Massimiliano Di Pillo è passato. Giampiero Lettere, altro attivista del M5S presente alla protesta, dice: «È la follia della giustizia italiana che non tutela un padre che si vede costretto a sopportare un calvario solo per vedere suo figlio. Non è giusto che una persona corretta debba subire tali comportamenti: non è sano, soprattutto, per il bambino».

©RIPRODUZIONE RISERVATA