Papà accoltellato dal figlio in casa: estubato ma è ancora in gravi condizioni

L’uomo ora è più stabile, la nonna è stata dimessa. Il sindaco: «Dramma e sconcerto»
LANCIANO. «È un dramma familiare che ha portato sconcerto nella nostra comunità. Di fronte a questi episodi non ci sono giudizi, ma solo tanta considerazione e quella pietas che è ancora viva nei piccoli centri».
Così il sindaco di un centro del frentano commenta quanto accaduto la sera di giovedì scorso, quando un minorenne, con problemi psichici non gravi, ha accoltellato in casa il padre e la nonna. Il primo, ricoverato in terapia intensiva a Chieti è stato estubato, le sue condizioni sono gravi ma stabili; la seconda ha riportato ferite superficiali ed è stata già dimessa. Questa l’essenza della cronaca.
Ma la cronaca è generata da situazioni pregresse, da equilibri mentali, contesti familiari. Da circa tre mesi il minorenne, 18 anni da compiere a dicembre, è tornato, dall’estero dove stava con dei parenti, a vivere con la nonna paterna.
I vicini di casa lo descrivono come un ragazzo dolce, non violento. Il Comune l’aveva inserito in un progetto e in paese hanno cercato di aiutarlo e di inserirlo nel tessuto sociale. Il giovane aveva chiesto anche la residenza. L’equilibrio si sbriciola non molti giorni fa quando anche il padre torna in paese.
Quale l’elemento perturbante? Quale l’episodio (frasi, atteggiamenti, rimproveri, richiami) che ha innescato il corto circuito nella mente del giovane? Il 17enne prende un coltello da cucina, il padre è di spalle, la nonna vede la scena, urla, si precipita sul nipote: vuole disarmare quella mano filiale che rivolge la lama contro il genitore. Tutto avviene in decimi di secondo tra urla e sconquassi: il primo colpo, attenuato dalla nonna che si ferisce in questo frangente, arriva alle spalle del padre che, girandosi, è attinto al volto e al petto. Le ferite, sei, sono profonde, il sangue zampilla, l’ira del giovane si attenua. Il ferito barcolla, esce in strada, strilla, chiede aiuto prima di accasciarsi a terra.
Sul posto si portano l’ambulanza del 118 e i carabinieri. Uno dei primi ad arrivare è il sindaco.
Il ragazzo si dà alla fuga nelle campagne circostanti. I carabinieri della compagnia di Atessa sanno che non è andato lontano: lo bloccano mentre si avvicinava a casa in stato confusionale.
Anche lui è trasportato in ospedale, a Lanciano. Adesso è il momento di capire le cause e cercare di ricostruire e recuperare un labile equilibro mentale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

