Parcheggiatori, tagliati cinque posti

13 Giugno 2021

Il sindacato a Pescara Multiservice: subito un incontro per riassumere i lavoratori

PESCARA. L’Ugl annuncia «l’apertura del la vertenza su 5 parcheggiatori iscritti e non riassunti dalla partecipata Pescara Multiservice». Il sindacato chiede un «incontro urgente» con Carlo Masci, il prefetto Giancarlo Di Vincenzo e Benedetto Gasbarro, amministratore unico di Pescara Multiservice, la società che ha assorbito le funzioni dell’ex Pescara Parcheggi, responsabile, tra l’altro, del servizio di gestione e riscossione dei parcheggi a pagamento della città.
È il segretario Ugl Abruzzo, Gianna De Amicis, a spiegare le ragioni dell’avvio della vertenza: «Cinque parcheggiatori nostri iscritti, non sono stati riassunti dalla partecipata in barba alle norme vigenti sul codice degli appalti. Chiediamo l’incontro con la massima tempestività per garantire il rispetto della legge e a tutela dei diritti dei lavoratori». «Come già abbiamo anticipato nei giorni scorsi», spiega De Amicis, «in occasione del cambio di appalto per la fornitura del personale somministrato, per la gestione dei parcheggi cittadini, i lavoratori della ditta uscente, la Omosi srl, sembra siano stati invitati dalla direzione della partecipata a recarsi in un patronato da loro indicato, per effettuare le dimissioni on line, al costo di 10 euro l’uno, e solo successivamente si sarebbero potuti recare alla ditta vincitrice del nuovo appalto, la Job Italia, per firmare il contratto di nuova assunzione. Gli iscritti Ugl, 5 in tutto, non hanno firmato le dimissioni che gli avrebbero fatto perdere i diritti sanciti dalla normativa che regola i cambi di appalto e, di conseguenza, è stato impedito loro di firmare il nuovo contratto. L’Ugl, quindi, ha richiesto l’apertura di un tavolo di trattativa anche con l’intervento del legale che rappresenta i lavoratori del sindacato e la dirigenza della Pescara Multiservice».
E, conclude, il sindacalista: «Nei vari incontri che si sono succeduti, l’accordo che si era raggiunto è stato ritrattato dalla controparte. Il tavolo del 31 maggio è saltato. Per i lavoratori una doccia fredda». L’azienda, secondo Ugl, «non può decidere chi lavora e chi no e alle loro condizioni».