«Parchi e riserve, tagliati i fondi»

18 Settembre 2021

La denuncia di Berardinetti, presidente dei Comuni montani, contro la Regione

L’AQUILA. Tagliati i fondi destinati alle riserve e ai parchi d’Abruzzo.
Lo denuncia Lorenzo Berardinetti, sindaco di Sante Marie e presidente Uncem Abruzzo (Unione nazionale comuni, comunità ed enti montani). Berardinetti, che ha nel suo paese la Riserva Regionale Grotte di Luppa, ha scritto una lettera aperta alla Regione e lanciato l’appello a tutti i sindaci e i gestori delle riserve e dei parchi d’Abruzzo per incontrarsi e avviare una fase di dialogo con le autorità preposte. «Purtroppo sono costretto a prendere atto anche quest’anno di una nuova incredibile decurtazione delle risorse annuali assegnate, invece di aggiungere una vera premialità per chi è riuscito, con una gestione oculata delle scarse risorse assegnate annualmente, ad ottenere risultati straordinari di buona gestione, la delibera regionale della ripartizione annuale (la 438 del 9.7.2021) riduce le risorse alle Riserve più organizzate, con costi evidenti per le strutture aperte tutto l’anno, personale che andrebbe stabilizzato, assistenza ai numerosi visitatori con programmi e campagne di valorizzazione e spese ingenti editoriali promozionali, per assegnarle a riserve che neppure hanno personale o strutture avviate dove invece dei fondi ordinari andrebbero assegnati risorse straordinari per investimenti».
Sono migliaia i visitatori che ogni anno raggiungono Sante Marie e frequentano la riserva regionale Grotte di Luppa. Tutto questo è possibile grazie alla presenza del personale strutturato con regolare contratto di lavoro dipendente costituito da una unità lavorativa stabilmente e dal personale di appoggio stagionale che si occupa dell’accoglienza turistica e dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’area.
«Esprimo il più deciso disappunto per quanto sta accadendo, inaccettabile per quei Comuni che hanno avviato iniziative programmatiche pluriennali» conclude Berardinetti «Tutto il sistema delle aree protette è destinato ad una regressione che danneggia non solo chi oggi ha trovato lavoro ma anche numerose piccole imprese che contano su una fonte di reddito indiretto come indotto, danneggiando oltretutto l’immagine stessa della Regione stessa». (m.d.n.)