Parco chiuso per evitare lo spaccio

28 Giugno 2020

Beffa al terminal: eliminato il problema bivacchi, ma si attende il bus sotto il sole

PESCARA. «Per liberare una zona dal degrado a Pescara, bisogna eliminare i servizi. È un paradosso». È il commento di Angelo Cosanni, titolare del Terminal Caffè, nel piazzale della stazione degli autobus. Anche lui ha preso parte alla protesta che ieri mattina ha visto scendere in piazza gli esercenti di corso Vittorio Emanuele nel tratto tra via Quarto dei Mille e via De Amicis oltre ad alcuni residenti di piazza Silvio Pellico e piazza Santa Caterina, dove negli ultimi mesi sono esplosi episodi di degrado e criminalità. «Qui, la situazione da circa sei mesi è migliorata», commenta Cosanni. «Evidentemente, quelle persone che hanno sempre bivaccato in questa area si sono spostate e ora creano problemi altrove». Da quando l'amministrazione comunale ha chiuso il parco proprio alle spalle del piazzale degli autobus, la zona è stata abbandonata dai bivaccatori di professione. «Il parco era evidentemente zona di spaccio», dice Cosanni, «e la decisione di chiuderlo ha permesso di eliminare il problema, finalmente liberandoci da una condizione insostenibile. È assurdo però che per risolvere una questione, tutta la collettività debba rinunciare a un servizio. L'area resta ora accessibile solo per lo sgambettamento cani», afferma ancora il titolare del chiosco. «Prima certo non era sicura, ma è pur vero che rappresentava anche un ombreggio per quanti aspettano l'autobus. In questa zona non ci sono servizi di alcun genere». Nel terminal bus, infatti, non vi sono servizi igienici pubblici né tantomeno pensiline o tettoie che possano riparare da sole o pioggia i viaggiatori. Non vi sono nemmeno panchine dove poter appoggiarsi nell'attesa del mezzo di trasporto. «Dovrebbe essere la prima cartolina per chi arriva a Pescara», sottolinea il barista «e invece non vi è alcuna cura e attenzione per i servizi. D'altra parte, la chiusura del parco ha semplicemente spostato di qualche metro il problema».
A detta degli esercenti di corso Vittorio Emanuele, a poche centinaia di metri da piazza della Repubblica, in effetti, la situazione di degrado è esplosa proprio quando è stata risolta nell'area del terminal con la chiusura del parco, ma anche con la presenza fissa di un vigile che controlla il tratto di corso Vittorio tra via Mazzini e via Piave. «Forse sarebbe il caso di trovare soluzioni più durature e radicali», conclude il titolare del bar Terminal. (m.pa.)