Parco nord, l’area resta vincolata
Il Consiglio di Stato boccia il ricorso di D’Andrea per annullare il prg
PESCARA. Restano i vincoli sull’area della riviera dove il Comune vorrebbe realizzare il parco nord. Una sentenza del Consiglio di Stato boccia il ricorso presentato dal gruppo D’Andrea, uno dei proprietari del terreno, per annullare il prg e per contestare la presunta illegittimità della destinazione urbanistica peggiorativa assegnata ai terreni del privato disposta dallo stesso strumento urbanistico vigente.
Una vittoria per il Comune, difeso dall’avvocato dell’ente Marco De Flaviis. Il legale spiega così la vicenda. «Con il prg. del 2001/2003», dice, «il Comune aveva destinato alcune aree, e fra queste quelle del costruttore inserite a sottozona F6 (attrezzature e servizi privati turistico ricettivi), e nel 2004 la società proprietaria avviava l'iter approvativo del comparto edilizio. Il Comune, frattanto cambiata l'amministrazione, sospendeva l'iter procedurale di attuazione del suddetto comprensorio in seguitoall’adozione della variante al prg, con la quale, appunto, modificava la destinazione del terreno (in senso peggiorativo per il privato in termini di possibilità edificatorie) da sottozona F6 a sottozona F1». «Il privato presentava osservazioni, tese a conservare la precedente destinazione urbanistica più favorevole, ma il Comune, respingeva le richieste del privato».
«Con il nuovo piano regolatore», conclude il legale, «il proposito dell'amministrazione dell'epoca era quello di limitare gli insediamenti edificatori in aree di pregio.La società impugnava dinanzi al Tar il nuovo prg. Nel 2009, il Tar respingeva il ricorso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

