Parla l’esperto degli occhi: 9 regole per evitare il contagio

25 Aprile 2020

Il professor Mastropasqua: «Lavare spesso gli occhiali e usarne tipi specifici in ospedali e fabbriche  Chi ha patologie oculari croniche deve continuare i controlli. Le urgenze sono sempre garantite»

È l’occhio la terza porta di ingresso e di uscita del coronavirus, oltre alla bocca e al naso. Un recente studio dei ricercatori dell'Istituto Spallanzani di Roma ha infatti isolato il virus nelle lacrime di pazienti affetti da Covid-19. «Il virus, entrando nella congiuntiva, può infettare il paziente che a sua volta, attraverso le secrezioni oculari, può contagiare altre persone». A parlare è il professor Leonardo Mastropasqua che dirige il Centro nazionale di eccellenza in Oftalmologia dell’università d’Annunzio di Chieti-Pescara, individuato dalla Società Oftalmologica italiana come unico centro di riferimento in Abruzzo per il coronavirus in oculistica. «Le lacrime prodotte dalla ghiandola lacrimale», continua Mastropasqua, «vengono eliminate attraverso il naso e poi la bocca. Vi è infatti una via di comunicazione anatomica tra queste tre strutture. È esperienza comune che instillando un collirio se ne percepisca il sapore in bocca. Un’altra dimostrazione della presenza di questa continuità anatomica è l’associazione tra occhio secco ed esofagite da reflusso. In questa condizione patologica i succhi gastrici risalgono lungo l’esofago, attraversano il naso e giungono fino alla congiuntiva, alterandone il microambiente e generando l’occhio secco».
1) COME PROTEGGERSI. Se per naso e bocca usiamo la mascherina, per preservare gli occhi dobbiamo assolutamente evitare di toccarli con le mani, che comunque dovranno essere lavate e sterilizzate con frequenza.
«Ricordiamo», afferma l’esperto, «che il primo medico deceduto per questa infezione è stato un oculista che si era infettato visitando un paziente. Quindi prestiamo massima attenzione. Indossare gli occhiali, da vista o da sole, è già un deterrente verso comportamenti non adeguati, ma è ugualmente necessario lavare spesso gli occhiali con acqua e sapone. E ancora, chi lavora in ambienti a rischio, tipo ospedali, fabbriche o luoghi dove vi è concentrazione umana, dovrebbe usare occhiali protettivi specifici».
2) LE LENTI A CONTATTO. Particolare attenzione devono avere i portatori di lenti a contatto, come spiega Mastropasqua. «È consigliabile in questo periodo preferire gli occhiali e, se è proprio necessario usare le lenti a contatto, scegliere quelle giornaliere. Il virus può depositarsi sulle lenti, ricordarsi quindi di lavare e sterilizzare le mani con estrema attenzione prima di inserirle o toglierle».
Per chi usa i colliri, oltre alla pulizia delle mani, l’esperto consiglia di evitare il contatto del flacone del collirio con l’occhio.
3) SE SI AMMALANO GLI OCCHI. «Ad oggi non vi sono evidenze scientifiche su malattie oculari causate dal coronavirus», assicura l’esperto, «ma solo la certezza che la congiuntiva sia una via preferenziale di accesso del virus nel nostro corpo e che possa essere via di contagio». Il virus arriva alla congiuntiva negli stessi modi utilizzati per bocca e naso, ovvero attraverso la tosse, gli starnuti, le goccioline di saliva.
L’uso di mascherina e occhiali, e il rispetto della distanza interpersonale di sicurezza sono quindi fondamentali per evitare il contagio.
4) LA VISITA OCULISTICA. Un momento su cui porre particolare attenzione è la visita specialistica: critica risulta la vicinanza tra oculista e paziente che, per molte delle procedure necessarie, richiede una deroga alla distanza di sicurezza.
«Nel nostro Centro di eccellenza della Asl di Chieti abbiamo attivato tutte le procedure per mettere in assoluta sicurezza medici e pazienti», spiega il direttore, «i percorsi oculistici del policlinico universitario della nostra Asl sono liberi da Covid. La Regione e la Asl 2 non hanno infatti identificato il policlinico come ospedale Covid, individuandone un altro della provincia».
5) SOLO LE URGENZE. Per l’emergenza coronavirus, la routine medica e chirurgica è stata sospesa. «Stiamo visitando ed operando al momento pazienti con urgenze, come previsto dai decreti ministeriali e regionali.
Tutti i pazienti vengono preventivamente studiati con rilevamento della temperatura all’ingresso e una precisa anamnesi, definita dalle linee guida della Società Oftalmologica italiana e dell’American Academy of Ophthalmology», assicura Mastropasqua. «I pazienti vengono dilazionati nel tempo, uno ogni 40 minuti.
Operatori e pazienti sono tutti muniti di dispositivi di sicurezza, dalla mascherina al copricapo, e sono accompagnati da una sola persona che attende a debita distanza in sale di attesa ampie e adeguatamente predisposte. Tutti gli strumenti e gli ambienti sono continuamente sanificati e muniti di barriere di protezione».
6) TRAUMI E CASI GRAVI. Il coronavirus non deve farci dimenticare che i pazienti continuano ad ammalarsi di molte altre patologie, che al momento sembrano diminuite soltanto perché in tanti temono di recarsi in ospedale per paura del contagio. Molte prestazioni come la cataratta e la chirurgia refrattiva possono e devono essere rinviate. Prestazioni come trapianto di cornea, chirurgia del glaucoma, distacco di retina e traumi, devono invece essere effettuate. «Alcune categorie di pazienti devono mantenere lo stretto contatto con l’oculista al fine di garantire la continuità terapeutica», sottolinea Mastropasqua, «il paziente con patologie oculari croniche come le malattie retiniche, la maculopatia legata all’età in persone al di sopra dei cinquant'anni, la retinopatia o maculopatia diabetica, non deve interrompere il corretto calendario dei controlli periodici. Particolare attenzione meritano i pazienti già sottoposti e che si devono sottoporre a punture intravitreali. La delicatezza delle patologie sottese al trattamento intravitreale richiede continuità e tempestività del trattamento; sospendere cicli di terapia intravitreale o il normale follow-up di controllo può dare danni retinici da sanguinamento e fibrosi che possono portare a peggioramento visivo irreversibile».
7) QUANDO PREOCCUPARSI. Molta attenzione devono prestare anche i pazienti glaucomatosi: il controllo della pressione oculare e l’aderenza alla terapia prescritta dall’oculista curante rimangono i cardini di un buon controllo della malattia. Devono subito contattare l’oculista o recarsi in pronto soccorso oculistico i pazienti con calo del visus rapido, riduzione rapida del campo visivo, visione di linee distorte (ad esempio, lungo il bordo delle porte), dolore oculare e congiuntivite.
8) COS’È LA CONGIUNTIVITE. «Si presenta con arrossamento, lacrimazione eccessiva, secrezione e bruciore. Quella virale in generale dà più lacrimazione mentre in quella allergica, particolarmente diffusa in questo periodo dell’anno, prevale il prurito. Assume ancora più importanza», sottolinea lo specialista, «se associata a tosse e febbre».
9) PRONTO SOCCORSO H24. «Per le urgenze, il pronto soccorso oftalmico del nostro Centro continua ad essere aperto 24 ore su 24, anche durante l’emergenza Covid-19», avverte Mastropasqua, «nel Centro nazionale della Asl di Chieti e dell’università d’Annunzio abbiamo istituito inoltre un servizio di telemedicina oftalmica: è possibile telefonare, ma anche inviare foto o filmati del problema agli occhi attraverso whatsapp, al numero 350/0088636, e un oculista del nostro team risponderà ai vostri quesiti dalle ore 8 alle 20. Voi state a casa, noi siamo a vostra disposizione», conclude l’esperto.
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