Parlano i presidenti dei tribunali: ripresa rispettando le regole

27 Giugno 2020

A Pescara udienza di Rigopiano rinviata a metà settembre Ecco come si organizzano anche all’Aquila, Chieti e Teramo 

PESCARA. «Si cercherà», dice il presidente del tribunale di Pescara, Angelo Mariano Bozza, «di tenere le udienze regolari nelle varie forme stabilite, rispettando il principio di ordine normativo». Siamo a Pescara dove il distanziamento sociale continuerà a condizionare l'attività nelle aule di giustizia che non potrà certo riprendere come prima del Covid. «Il rispetto del distanziamento», aggiunge Bozza, «non è un problema di poco conto. Bisogna riuscire a tenere il ritmo evitando attese tra un'udienza e l'altra e quindi eventuali assembramenti. E questo vale sia per il civile sia per il penale, e visto che questa conversione arriva all'ultimo momento non possiamo più regolare nulla per il mese di luglio». Nel senso che tutto ciò che è stato già fissato dovrà comunque essere rispettato sempre e comunque alla luce della normativa Covid. Un discorso che inciderà naturalmente anche sul complesso procedimento Rigopiano che conta la partecipazione di oltre 250 persone. «Su Rigopiano», conclude Bozza, «siamo in attesa di risposte dal ministero della Giustizia. È sicuro, comunque, che se ci sarà un rinvio prima del 10 luglio. Ipotizziamo lo spostamento alla metà di settembre».(m.cir.)
QUI TERAMO. Anche a Teramo i grossi processi penali già calendarizzati, a cominciare da quello per l’acqua del Gran Sasso con dieci imputati e quindi con la necessità di ampi spazi, sono già stati rinviati a settembre.
Per il civile, invece, continuerà il processo da remoto. È ipotizzabile che la data del primo luglio non apporterà modifiche sostanziali a quella che è l’organizzazione già avviata con la pandemia che prevede ingressi solo su prenotazioni e lo svolgimento di udienze penali (che anche se in numero limitato non si sono mai fermate) laddove sono possibili gli spazi per i distanziamenti sociali. Il nuovo presidente Carlo Calvaresi, insediatosi mercoledì dice: «Attendiamo le nuove indicazioni del legislatore. Nel tribunale di Teramo sono stati applicati diversi protocolli. Serviranno misure di buon senso con la collaborazione di tutti e nell’interesse di tutti. È chiaro che tutte le misure dovranno garantire il rispetto del distanziamento sociale», conclude Calvaresi, «con uno schema di organizzazione che sarà valutato con la collaborazione di tutti, a cominciare dagli avvocati».(d.p.)
L’AQUILA-AVEZZANO-SULMONA. «Non siamo stati colti di sorpresa dalla riapertura anticipata. Noi, anche senza la decisione del governo, comunque avremmo predisposto un’intensificazione delle attività». Lo afferma il presidente del tribunale dell’Aquila, Ciro Riviezzo. «Certo», aggiunge, «per ora nulla sarà come prima e dovremo evitare assembramenti. Dovremo stabilire che le udienze penali si tengano in orari separati. Chi vi partecipa, una volta finito, dovrà lasciare il palazzo. Per evitare contatti, agli avvocati sarà consentito l’ingresso senza limitazioni, ma i cittadini potranno entrare solo se direttamente interessati alle udienze: se prima una persona coinvolta in un processo veniva accompagnato da un amico ora non sarà possibile. Faccio appello alla tolleranza e al buon senso contro gli assembramenti: un caso di Covid sarebbe una iattura. Confidiamo, inoltre, che ci sia consentito di tenere cause civili da remoto: non ci si affolla e si possono fare più udienze. Il lavoro da casa dei cancellieri è un problema superato: dal 1° luglio essi lavoreranno a casa solo una volta ogni due settimane».
Ad Avezzano non ci sarà più, per gli avvocati, l'obbligo della prenotazione per l'ingresso in tribunale. Ci saranno udienze a orario fisso e programmato e rimarrà l'obbligo di mascherine e guanti durante i processi, così come quello del distanziamento sociale. Sulle procedure da rispettare è stato firmato un protocollo dal presidente Zaira Secchi e Franco Colucci, presidente dell’ordine degli avvocati. A Sulmona le udienze in presenza riprenderanno regolarmente. Il presidente del tribunale Marco Billi, attualmente vicario, intende calendarizzare le udienze in modo da evitare assembramenti nell’atrio del tribunale o all’interno delle aule. (g.g.-p.g.-c.l.)
CHIETI-LANCIANO-VASTO. Il tribunale di Chieti è pronto a ripartire. «Dal primo luglio», dice il presidente Guido Campli, «le udienze già in calendario saranno trattate secondo le modalità ordinarie, ricorrendo a differenziazioni orarie e avendo cura di assicurare il distanziamento interpersonale. Ogni singolo giudice verificherà, nella gestione dell’udienza, il rispetto delle norme precauzionali, valutando se è il caso di procedere a porte chiuse o con altri accorgimenti utili. La conversione del decreto legge del 30 aprile non consente più ai capi degli uffici di adottare misure organizzative legate all’emergenza Covid; restano tuttavia le responsabilità come datore di lavoro e come responsabile della sicurezza dei luoghi di lavoro, in ragione delle quali si sta valutando l’adozione di adeguate misure logistiche».
In questo senso, potrebbe essere rafforzato l’impiego dello sportello unico con l’intenzione di evitare l’accesso diretto nelle cancellerie. Quanto alle aule, 5 su 8 verranno utilizzate regolarmente; per le altre tre, collocate vicino alle cancellerie, probabili limitazioni orarie.
Anche il tribunale di Lanciano non si farà trovare impreparato: ad assicurarlo è il presidente Riccardo Audino: «Il tribunale ha continuato a lavorare durante il lockdown e, per quanto riguarda i processi dal 12 maggio, sono ripresi da remoto soprattutto quelli civili, ma anche in presenza per le udienze penali monocratiche, collegiali, di gip e gup. C’è un calendario già stabilito e andremo avanti con quello anche a luglio. Abbiamo continuato a garantire le attività per utenti e avvocati anche se in un tribunale “blindato”». Termoscanner all’ingresso, percorsi diversificati, mascherine, ingressi contingentati, su appuntamento, udienze con orari ben precisi sono i sistemi di protezione adottati, come in altri luoghi, per garantire la sicurezza di tutti.
Infine il presidente del tribunale di Vasto, Bruno Giangiacomo, che dice: «Non faccio commenti senza capire bene cosa è stato approvato. (g.let.-t.d.r-p.c.)