Parruti: finalmente si vede la luce
Per l’infettivologo la situazione è migliorata. «Ma a Natale rispettiamo le regole»
PESCARA. «La situazione migliora giorno dopo giorno. Anche gli accessi in pronto soccorso di pazienti sospetti Covid-19 si sono ridotti. Stiamo vedendo gli effetti delle misure di contenimento adottate fino ad ora». L’infettivologo Giustino Parruti, direttore delle Malattie infettive di Pescara, analizza così l’attuale situazione e sottolinea che ora «abbiamo davanti il momento più cruciale in termini di responsabilità individuale», cioè le festività natalizie. Nonostante il miglioramento complessivo, l’esperto, membro del Gruppo tecnico scientifico regionale, sottolinea che «continuiamo a ricoverare un po’ di persone a rischio che arrivano con insufficienza respiratoria». Se i numeri si abbassano, infatti, quella che Parruti definisce «attività delinquenziale di un virus terribile» non si ferma: «la sua azione», spiega, «fa sì che il paziente sia già in insufficienza respiratoria quando ancora non se ne rende conto e avverte di star male quando le sue condizioni sono già gravi». Proprio per questo, considerando che la circolazione del virus è ancora sostenuta, l’infettivologo invita a non abbassare la guardia. «Da un lato», dice a proposito del Natale, «incontrarsi è vitale in un periodo come questo, ma dall’altro è indispensabile adottare tutte le precauzioni: utilizzo della mascherine e rispetto delle regole con chiunque non sia un convivente. Se andiamo a trovare i nostri cari, soprattutto gli anziani, lo facciamo con la mascherina».
«Il livello di circolazione del virus», prosegue Parruti, «è tale che, anche nel caso in cui solo l’1% degli incontri conviviali sia a rischio, se li viviamo senza precauzioni la terza ondata è garantita. Moltiplichiamo un pranzo per centomila famiglie e ipotizziamo che l’uno per cento sia a rischio», dice ancora per far capire quanto delicato è il periodo in arrivo, «presto ci troveremo con mille nuovi focolai». Per l’esperto, dunque, non bisogna «perseverare nel ripetere gli errori dell'estate. In tutta la Cina oggi ci sono 12-15 casi al giorno. Non barano sui dati, semplicemente rispettano le regole. È fondamentale che anche qui si rispettino», conclude Parruti. (l.d.)

