Parruti: rispettiamo tutti le regole così eviteremo la seconda ondata

1 Ottobre 2020

Il primario di Malattie infettive a Pescara: «Malattia subdola, dobbiamo evitarne la propagazione» Ieri altri 23 casi, la più giovane è una 18enne di Sulmona, quasi 200mila i tamponi eseguiti finora

PESCARA. «La nostra situazione permane tutto sommato felice rispetto al contesto internazionale. Abbiamo una grande capacità di intercettare il virus e questo ci sta proteggendo. Noi addetti ai lavori stiamo facendo la nostra parte, ma ognuno deve fare la propria: la responsabilità individuale, ovvero uso delle mascherine, adozione del distanziamento sociale e frequente igiene delle mani, resta fondamentale. Più ne limitiamo la circolazione e meno danni il virus potrà fare». L'infettivologo Giustino Parruti, primario delle Malattie infettive di Pescara e membro della task force regionale per l'emergenza Covid-19, fa il punto sull'attuale situazione in Abruzzo e chiede la collaborazione dei cittadini.
NUOVI CASI. Sono 23 i nuovi casi emersi con i test eseguiti nelle ultime ore dai quattro laboratori regionali. Undici fanno riferimento alla provincia di Pescara, dove il totale sale a 1.886, sei alla provincia dell'Aquila (totale 631), tre al Chietino (1.044) e due al Teramano (818), mentre un caso riguarda un paziente residente in Puglia. Dieci dei contagi più recenti riguardano l'area metropolitana: cinque sono a Spoltore, quattro a Pescara e uno a Chieti. Ancora una volta, nuovi casi si registrano ovunque, dalla costa all'entroterra, dalle città ai paesini. Vi sono, tra l'altro, tre casi a Sulmona, due ad Avezzano e due a Collecorvino, oltre ad altri nei piccoli centri. Tra i nuovi pazienti, il più giovane ha 18 anni ed è una ragazza di Sulmona, mentre i più anziani hanno 68 anni. Sfiora quota 200mila il numero dei tamponi eseguiti in Abruzzo dall'inizio dell'emergenza: sono 199.492, 1.778 dei quali effettuati nelle ultime ore.
AUMENTANO I MALATI. Ancora in aumento il numero degli attualmente positivi al virus. Sono sedici in più nelle ultime ore, per un totale di 881. Se resta invariato a 52 il numero delle persone ricoverate in ospedale in terapia non intensiva, aumenta di un'unità e sale a cinque quello dei pazienti intubati in terapia intensiva. Tutti gli altri, 824 persone (+15 rispetto a martedì), sono in isolamento domiciliare con sorveglianza attiva da parte delle Asl. Sei, nelle ultime ore, i soggetti guariti o dimessi dagli ospedali: sono in tutto 3.057. Non si registrano decessi recenti. Il bilancio delle vittime è fermo a 481. Nelle ultime due settimane sono morte nove persone risultate positive al virus, dopo una tregua di quasi due mesi, andata avanti fino al 14 settembre, in cui non si erano registrati decessi.
«MALATTIA SUBDOLA». A proposito dell'aumento dei decessi o del numero dei pazienti in rianimazione, Parruti spiega che «come aumentano i malati aumentano anche i casi gravi e, di conseguenza, i morti». L'infettivologo, alla luce dell'esperienza maturata in questi mesi, ribadisce che si tratta di una «malattia molto subdola» e proprio per questo «dobbiamo bloccarla alla base e non solo cercare l'apice: più limitiamo la circolazione del virus e meno danni esso può fare». Bloccando la diffusione del virus e intercettando tempestivamente i casi positivi, ci si può proteggere dalla cosiddetta «manifestazione tardiva» della patologia, che l'esperto definisce «un grande problema». Se il virus riprende a circolare, infatti, sottolinea l'infettivologo, «può provocare la morte improvvisa anche in soggetti che non hanno avuto sintomi particolari».
DIAGNOSI PRECOCE. Proprio per questo è fondamentale una diagnosi precoce, che «permette di intervenire per tempo e bloccare il progredire della malattia», aggiunge Parruti, ribadendo l'efficacia «dei farmaci che abbiamo sperimentato e stiamo utilizzando in questi mesi», seppur in assenza di una cura specifica. L'esperto si sofferma sull'«intenso lavoro di monitoraggio e controllo e sulla grande capacità di intercettare il virus», che permettono appunto di effettuare una diagnosi precoce. «Quando, come avvenuto nella fase primaverile, arrivano casi gravi o gravissimi», osserva, «diventa difficilissimo intervenire».
VACCINO ANTINFLUENZALE. Problemi potrebbero registrarsi con la diffusione dell'influenza stagionale e con i tipici malesseri da freddo che andranno a sovrapporsi al Covid-19. In tal senso, secondo Parruti, è importantissimo il vaccino. «Quest'anno», dice, «dobbiamo fare ricorso alla vaccinazione più larga e universale mai pensata fino ad ora. Serve la collaborazione di tutti e la compartecipazione dei cittadini. Sarebbe estremamente utile che chi non ha diritto al vaccino gratuito lo acquistasse per pochi euro in farmacia. A questo si aggiungono l'uso della mascherina e tutte le misure di prevenzione dal Covid-19, che ci proteggono anche dall'influenza stagionale».
SCUOLE. C'è poi il capitolo scuole, ad una settimana dalla riapertura in Abruzzo. Nonostante sia presto per vedere gli effetti del ritorno in aula – i primi dati utili in termini di curva dei contagi si avranno non prima di una settimana – secondo Parruti «l'impressione è che vi sia un'organizzazione estremamente attenta e più che valida. Anche i giorni in più che l'Abruzzo si è preso prima della riapertura», sottolinea, «sono stati utili dal punto di vista delle procedure, affinché ognuno possa fare la propria parte».
RESPONSABILITÀ INDIVIDUALE. In conclusione, all'incessante attività diagnostica – circa 1.800 i tamponi eseguiti a regime ormai quotidianamente in Abruzzo – al lavoro di controllo e monitoraggio del territorio e alle attività finalizzate ad intercettare possibili positivi, si affianca, secondo l'infettivologo, la responsabilità individuale. «Se il sistema regge e se tutti ci comportiamo bene», sottolinea, «riusciamo a tenere la situazione sotto controllo. Non a caso l'Italia sta ricevendo continui riconoscimenti internazionali. Il sistema funziona, ma perché sia così serve la collaborazione di tutti. Dobbiamo evitare che il virus torni a circolare. Noi facciamo la nostra parte e i cittadini devono fare la propria: utilizzo costante delle mascherine, adozione del distanziamento interpersonale e igiene continua delle mani restano fondamentali», conclude Parruti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA