Parruti: «Sicuri anche per i giovani»

26 Luglio 2021

L’infettivologo analizza i risultati di un recente studio: «Le dosi non provocano reazioni»

PESCARA . «I vaccini sugli adolescenti sono sicuri». L’infettivologo Giustino Parruti analizza il risultato di un importante lavoro che è stato pubblicato giorni fa e che conferma come anche per i più giovani le dosi anti Covid non siano fonte di pericolo. Un tema importante in un momento in cui il virus si diffonde maggiormente tra i ragazzi, che può rappresentare un ulteriore passo in avanti nella corsa all’immunità.
In questi giorni sta salendo il livello di guardia a causa di una ripresa dei contagi, seppur le terapie intensive in Abruzzo si siano svuotate totalmente. «Era da tempo ormai che avevamo pochi posti letto occupati. Si tratta sicuramente di un dato positivo. I nuovi contagi? La ripresa è correlata all’altissima diffusibilità di questa variante. Purtroppo la Delta», continua l’esperto, «è estremamente efficace nella trasmissione interpersonale per contatto».
Prevenzione e vaccini restano quindi le armi più potenti, anche tra i giovani. Parruti a proposito dell’immunizzazione dei ragazzi spiega come gli studi garantiscano che «non ci sono né reazioni immediate né effetti importanti a distanza di alcune settimane. Il vaccino che è stato sperimentato per loro è estremamente sicuro, non modifica le cellule in alcun modo, esprime molto brevemente la proteina immunogena e dà una protezione importante». L’infettivologo detta i tempi: «Tra tre mesi la copertura vaccinale, se i ritmi di adesione rimarranno quelli attuali, permetterà di poterci esporre. Tutti incontreremo il coronavirus ma speriamo che questo avvenga con due dosi di vaccino, quindi avendo conseguenze molto modeste. Il punto fondamentale è che non dobbiamo abbassare la guardia e non lasciare alla variante Delta la possibilità di raggiungere i suscettibili prima che siano vaccinati».
Proprio per incrementare il numero degli immunizzati non è escluso che la Regione organizzi delle giornate apposite per quelle fasce di età (vedi articolo sopra) che al momento risultano avere un maggior numero di persone senza alcuna dose. Sul tema della sicurezza il referente per la campagna vaccinale Maurizio Brucchi pone un altro tema: «Su alcune categorie ritengo che sia opportuno fare una riflessione sull’introduzione dell’obbligo vaccinale. Quali? Chi opera nel mondo sanitario non può permettersi di ammalarsi perché bisogna tutelare la salute altrui. Penso poi al personale scolastico», conclude Brucchi, «la scuola sin dall’inizio hanno rappresentato punti dove si sono sviluppati focolai. Ma più in generale l’obbligo della vaccinazione andrebbe valutata per tutte quelle categorie e attività dove si registra un maggiore contatto tra le persone». (a.s.)