Parruti: «State attenti a scendere in piazza»

L’esperto mette in guardia i giovani alla vigilia della finalissima europea «Stasera ci giochiamo la partita più importante: quella contro il Covid»
L'Abruzzo stasera gioca la sua partita più importante: l'esplosione della festa nelle piazze, in caso di vittoria dell’Italia agli Europei di calcio, potrebbe avere effetti devastanti se non si eviteranno contatti stretti mantenendo un rigoroso distanziamento fisico.
È l’avvertimento di Giustino Parruti, infettivologo e primario dell'Unità complessa di Malattie infettive dell'ospedale di Pescara. Un appello che va oltre il tifo per l'Italia perché punta a salvare vita umane dal Covid e a far sì che una sera di festa non consenta alla curva dei contagi di ripartire in modo drammatico.
Professor Parruti, in caso di vittoria dell'Italia tanti abruzzesi scenderanno in piazza a festeggiare. L'esplosione di gioia collettiva può rappresentare un pericolo per la diffusione del virus?
«Volendo mettere sul piatto della bilancia le situazioni di rischio direi che una serata senza mascherine conn 500 persone, in uno spazio confinato come una piazza, può aumentare la diffusione del contagio 500 volte di più rispetto a tutte le consuete attività giornaliere che si svolgono in una città. Così come una serata "brava", con centinaia di individui ammassati, eleva in modo esponenziale il rischio rispetto a quello che si corre in un regime controllato, ad esempio cenando in tranquillità in un ristorante».
Un dato che impone massima attenzione e controllo dei comportamenti.
«Il pericolo che corriamo stasera è altissimo. E c'è una ragione fondamentale: la maggior parte delle persone coinvolte nei festeggiamenti fa parte di quella fascia di popolazione ancora scoperta dalla seconda dose vaccinale. Chi andrà a festeggiare, in caso di vittoria dell'Italia contro l'Inghilterra, avrà con molta probabilità meno di 50 anni e, in linea di massima, una sola dose vaccinale all'attivo. Pertanto, con una copertura non totale, che non consente il blocco della diffusione della variante Delta».
L'Abruzzo è già in uno scenario di diffusione del virus allarmante rispetto a luglio 2020. Questo la preoccupa?
«Siamo molto vicini alla soglia di copertura vaccinale del 50%, ma come diffusione della variante Delta l'Abruzzo è nel novero delle sei regioni che hanno fatto registrare un più alto tasso di contagio da variante. Una situazione particolare: tra maxi schermi nelle piazze, festeggiamenti di gruppo e serate di intrattenimento, nelle prossime 2-3 settimane rischiamo di avere una forte accelerazione del virus. E non possiamo permettercelo. Una ripresa della curva pandemica, oltre all'evidente impatto sanitario, creerebbe problemi seri anche dal punto di vista economico, con la possibilità di nuove restrizioni, della chiusura delle attività e la riduzione dei cicli scolastici. A luglio di quest'anno siamo già molto più alti, in termini percentuali, rispetto al 2020».
Cosa emerge dalla comparazione tra la scorsa estate e la prima decade di luglio 2021?
«Lo scorso anno, in questo periodo, eravamo praticamente una regione Covid free. I primi casi li abbiamo avuti tra fine luglio e inizio agosto 2020. Di questi tempi avevamo due-tre ricoverati e una gran numero di giornate consecutive senza circolazione del virus. Adesso la situazione si sta invertendo e sta prendendo una piega paradossale, considerando la vaccinazione in atto».
In che senso?
«Semplice. Siamo a poche settimane da una copertura vaccinale pressoché totale, che ci consentirebbe di recuperare quasi una piena libertà di azione, ma rischiamo di perdere tutto e vanificare gli sforzi fatti finora se non verranno messi in atto comportamenti adeguati e se, stasera, come del resto nelle prossime serate estive, ci si lascerà andare allentando troppo le maglie».
Il suo è un chiaro appello alla prudenza. I primi destinatari sono i giovani?
«I più esposti, in questa fase, ma il mio appello è esteso a tutta la popolazione. Non abbiamo nessuna ragione di non festeggiare un'eventuale vittoria del Campionato europeo, ma questa festa deve rientrare nei canoni dell'accortezza e della maturità collettiva. Il consiglio per questa sera è di rendere obbligatorio l'uso della mascherina, anche all'aperto, non in termini di legge, ma di buonsenso. Se uscite in strada, indossate rigorosamente la mascherina, mantenete il distanziamento di almeno un metro dagli altri e munitevi di un gel idroalcolico da utilizzare a più riprese, nel corso della serata. Evitate abbracci ed effusioni: la gioia per i festeggiamenti si può esprimere anche in altro modo, ad esempio intonando cori e canti, ma sempre mantenendo le distanze minime di sicurezza».
Non siamo, quindi, ancora fuori pericolo, secondo i numeri legati alla variante Delta?
«Purtroppo non abbiamo ancora la possibilità di vivere una società "di contatto", che ci consenta di riprendere le consuete relazioni fisiche e di abbassare le barriere difensive. Non siamo fuori pericolo, per dirla in altri termini.
La vera partita, restando in campo calcistico, l'Abruzzo la giocherà nelle prossime settimane: se riusciremo ad arrivare a fine agosto con il tasso di vaccinazione progressivo attuale, saremo quasi fuori dalla soglia di rischio, ma se contribuiamo a far risalire la circolazione del virus con la variante Delta, andremo incontro a problemi seri».
Lei ha ribadito che il Covid è meglio non prenderlo, anche in forma lieve. Ci spiega il perché?
«È una malattia subdola. Anche nelle forme meno evidenti, tende a lasciare strascichi e a dare delle secondarietà che risultano preoccupanti. Effetti durevoli nel tempo, seppure di entità lieve, che possono accompagnare la vita del paziente, nel post-Covid, per mesi, se non per anni. Gli effetti collaterali sono tra i più disparati, la casistica è molto ampia. Qualche settimana fa, in una bambina, abbiamo riscontrato la perdita parziale del gusto, anche a distanza di tempo dalla guarigione. Quando mangia la carne, avverte sapori strani. Mi si potrà obiettare che non si tratta di un effetto così grave, ma io non la penso così. Sono situazione invalidanti che si trascinano a lungo e possono condizionare la vita. Gli effetti collaterali del Covid-19, riscontrati finora nella popolazione, sono strani e pericolosi e molti non li conosciamo».
Tornando alla finale di stasera, è più opportuno restare in casa?
«Direi di no. Si può anche uscire a festeggiare, ma con tutte le precauzioni del caso, godendosi la serata e rendendo un buon servizio all'Italia e all'Abruzzo. Siamo chiamati ad un senso di responsabilità che può cambiare la sorte della nostra regione, nei mesi a venire. Le conseguenze di una sconsideratezza di massa, con assembramenti e mancato utilizzo della mascherina, sarebbero disastrose. Ci porterebbero dritti verso la terza ondata del virus».
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